UN COMUNE ALLA VOLTA: Cutro.


E’ conosciuta prevalentemente come “La Città degli Scacchi” per le manifestazioni internazionali che ospita nel periodo estivo la città di Cutro che dal tempo del sindaco Salvatore Migale hanno iniziato a dare lustro al comune del Marchesato crotonese. Era, infatti, originario proprio di Cutro Leonardo Cutrio conosciuto come “il Puttino” che, nel XVI secolo, insieme al suo rivale Baolo Boi detto “il Siracusano”, fu ritenuto fra i fondatori della scuola scacchistica italiana. Epiche fra le gare scacchistiche del “Puttino” quelle contro il vescovo spagnolo Ruy Lopez che il giocatore cutrese andò a sfidare addirittura nella corte di Madrid. In vero la storia cutrese, anche in periodi più recenti, può vantare personaggi altrettanto celebri come il senatore Diego Tajani avvocato di Giuseppe Garibaldi nell’annullamento del matrimonio con Margherita Raimondi e di Giovanni Nicotera ed altri calabresi che avevano preso parte, in età risorgimentale, alla spedizione di Sapri. Nato il Regno d’Italia, lo stesso Tajani divenne parlamentare e ministro ed anche come questore di Palermo fu fra i primi uomini di Stato a lottare la mafia. Al suo nome è stato recentemente dedicato un Centro studi presieduto dal senatore Maurizio Mesoraca. Visse vari anni a Cutro, anche lo scrittore Francesco Grisi fra le voci più celebri della letteratura italiana novecentesca cui nel 1994 il Consiglio comunale cittadino assegnò, essendo sindaco Salvatore Migale, la cittadinanza onoraria. “autore di decine di libri do narrativa e saggistica – osservava Anselmo Terminelli ne “Il Crotonese” del 9 aprile 1999 – la sua voce è una voce libera e ribelle al conformismo che ha caratterizzato la cultura italiana negli ultimi decenni. Una voce “contro” che della radicalità di certe scelte, anche politiche, non ha voluto farsi una bandiera,quanto piuttosto costruire un metodo che si materia di testimonianza e provocazione”. Un altro scrittore che legò a Cutro il proprio nome fu Pier Paolo Paolini che vi girò alcune scene del film dedicato nel 1964 a “Il Vangelo di Matteo” scegliendovi anche alcun personaggi. Ad affascinare l’intellettuale friulano il territorio cutrese non solo per i suoi calanchi ma per alcuni tratti caratteristici dei suoi abitanti. “Ecco, a un distendersi delle dune gialle – scrisse il regista friulano nel reportage “La Lunga Strada di Sabbia” – in una specie di altopiano, Cutro. Lo vedo correndo in macchina ma è un luogo che di più mi impressiona di tutto il lungo viaggio. E’, veramente, il paese dei banditi come si vede in certi westerns. Ecco le donne dei banditi, ecco i figli dei banditi. Si sente, non so da cosa, che siamo fuori dalla legge, o, se non dalla legge dalla cultura del nostro mondo, a un altro livello”. “Banditi”, spiegherà lo Scrittore friulano, era termine utilizzato nell’eccezione filologica di “esiliati” e messi fuori dalla società come erano e continuarono ad essere lungamente i contadini calabresi. Ciò nonostante, per essere stato pubblicato nel corso di una campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale cutrese, il reportage di Pasolini subì un esposto dall’uscente Amministrazione comunale democristiana che, dopo essere descritta da varie testate nazionali, il 26 aprile del 1962, sarà ritirato dalla nuova maggioranza comunale.



Opera d’arte di struggente bellezza tanto da essere dichiarata “monumento nazionale” nel 1940, è il Crocefisso cutrese venerato da secoli nel santuario dei Minori Osservanti che fu scolpito dal beato Umile da Petralia verso il 1626. Nella stessa opera d’arte è, principalmente, il volto ad affascinare i fedeli per le sue fattezze. A seconda dall’angolazione dalla quale viene ammirato, infatti, sembra che ne cambino le espressioni dello sguardo, dal sorriso alla sofferenza della morte. “Quannu m’ha vidutu – avrebbe chiesto lo stesso Cristo nel corso di un suo momento di estasi – ka tantu piatusu m’ha faciutu?”. Come si narra in uno scritto di Antonio Piterà, primicerio della Collegiata, la prima festa settennale avvenne nel 1861. Nel 1860, infatti, il Crocefisso era stato portato in processione della popolazione che , chiedeva il miracolo della pioggia dopo una lunga siccità. Nel primo dei due giorni di festa, il Crocifisso viene calato dalla teca posta sull’altare maggiore mediante una complicata operazione alla quale assistono numerosi fedeli. Il giorno successivo il Crocefisso viene portato in processione nella cittadina incontrando, nei pressi della chiesa di san Rocco, le statue della Vergine, di san Giuseppe e San Giuliano che si aggiungono alla processione. Collegato alla millenaria cultura del grano, particolarmente quello della qualità “Cappelli” è un prodotto cutrese conosciuto in tutt’Italia è il caratteristico pane che ogni giorno raggiunge le tante terre dell’ emigrazione come, per esempio, l’Emilia Romagna. Protetto dal riconoscimento del titolo “De.Co”, il pane di Cutro è prodotto seguendo le regole di un particolare disciplinare che prevede che lo steso pane vada cotto in un forno a legna. L’impasto deve essere realizzato con almeno l’80% da farina di grano duro e lievito madre. La forma tipica varia da un chilo a 1450 grammi.

Francesco Rizza

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