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Terminato con qualche crepa il restauro del pavimento della Chiesa matrice policastrese.




Sono giorni d'attesa a Petilia Policastro dove, dopo oltre un lustro di lavori, stà per essere riaperta al culto l'ex chiesa arcipretale di San Nicola Pontefice. Terminati da alcune settimane i lavori di ristrutturazione del pavimento a cura della Sovrintendenza ai Beni Archeologici con un finanziamento dell'otto per mille ottenuto dall'Arcidiocesi di Crotone e Santa Severina, l'intervento è durato ben oltre le attese, ma già in occasione delle festività natalize potrà essere goduta dai fedeli e dalla Comunità dei Missionari Ardorini che se ne prendono cura dagli anni '30 del secolo scorso. Nella prima fase dei lavori, seguiti dall'archeologa Margherita Corrado prima della sua elezione in Parlamento sono affiorate sotto il pavimento numerose tombe che sono state ricoperte. Per il completamento del lavoro è stato necessario intervenire economicamente sul progetto attraverso un prestito di circa 35 mila euro a cura della parrocchia che ha affidato l'ultima parte dei lavori ad alcuni tecnici del luogo. Il risultato del lavoro di restauro è al di sotto delle aspettative dei fedeli e sarebbe dovuto essere seguito anche nei dettagli. Se infatti era necessario utilizzare il cotto originario del pavimento, sarebbe stato necessario sostituirne una percentuale maggiore per le non ottimali condizioni del materiale recuperato e ricollocato al proprio posto in alcuni punti si registrarono dei veri e propri avvallamenti. A causa della sabbiatura dei portali in pietra esterni alla Chiesa è, inoltre, quasi scomparsa una epigrafe sul centrale mentre è rimasta al proprio posto un ridicolo scavo nel tufo nel quale qualche ben pensante aveva pensato di inserire la targhetta col numero civico. Lesionata in più parti, inoltre, la pavimentazione esterna alla chiesa realizzata al tempo della sindacatura di Dionigi Fera poco più di un lustro fa. Evidentemente, la Cittadina dell'alto Marchesato crotonese è trattata da periferia anche da Enti come la Soprintendenza che, nei propri interventi, dovrebbe essere più rispettosa dei beni architettonici delle opere a lei affidate.

Francesco Rizza

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