Sicilia e Calabria "gemellate" nel nome dei Gagini. Analogo percorso possibile pure nel Crotonese.


"La presenza nella Sicilia orientale dei Gagini di Bissone e l'Umanesimo della Rinascita tra XV e XVI secolo" è il titolo del convegno che durante la primavera 2022 concluderà i lavori del progetto "Sicilia terra di approdi", dedicato alla valorizzazione del genio artistico dei Gagini, attraverso un itinerario che coinvolge la Sicilia e la Calabria. Dalle pagine calabresi dell' agenzia

  • dell' Ansa si apprende che il progetto, promosso dalla Sovrintendenza di Catania ediretta da Donatella Aprile è stato realizzato anche in collaborazione con la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, è stato finanziato dall'assessorato regionale siciliano. Attraverso la produzione scultorea dei Gagini, il progetto tende a ricostruire un ideale percorso che, dal Canton Ticino, luogo di nascita di Domenico Gagini giunge, attraverso la Toscana e poi la Corte di Alfonso d'Aragona a Napoli, in Sicilia e Calabria dove i pregiati artisti ebbero numerose committenze. Guardando al micro cosmo del Crotonese ed ai suoi numerosi tesori artistici, una analoga iniziativa si potrebbe fare nel nome di Antonello Gagini, figlio di Domenico, ed anch'esso valente scultore. Ai giorni nostri sono attribuite ad Antonello Gagini la Madonna col bambino, statua marmorea, custodita in una nicchia nella facciata provinciale della chiesa chiesa dell’Annunziata di Mesoraca e la statua della Madonna delle Grazie, statua marmorea, custodita nel convento santuario minorico dell'Ecce Homo. Secondo la tradizione, sarep00bbe stata proprio attraverso questa statua che la Madonna avrebbe parlato a Sant'Umile da Bisignano per incoraggiarlo alla vigilia degli esami con cui avrebbe terminato il proprio noviziato. Nella vicina Petilia Policastro, invece, sono sicuramente della scuola gaginesca le Madonne col Bambino venerate nella chiesa parrocchiale dell'Annunziata e nel santuario della Sacra Spina, scrigno di fede ed arte nella Sila crotonese. Contestualmente alla stessa iniziativa, a nostro parere, sarebbe necessario un censimento nel Marchesato e nella Sila crotonese nella consapevolezza che anche altre opere scultoree potrebbero essere attribuite dagli storici dell'arte alla stessa scuola scultorea.

Francesco Rizza



92 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti