Si apre una voragine a via Chiatri. Paura a Petilia Policastro.





A distanza di circa 24 ore non c è stata, da parte dell'Amministrazione comunale, che velocemente ha svolto un sopralluogo, nessuna ordinanza come quella di sgombero che qualcuno ha chiesto sui social ma fa veramente paura la voragine, l'ennesima, che si aperta a Petilia Policastro in località "Chiatri". Non siamo tecnici, ma probabilmente si tratta di problemi provocati da qualche fogna, da qualche "chiatra" che si è sposata o dell'acqua spostata per far spazio ai palazzi che si è ripresa il proprio spazio. Capita così, come si legge su qualche post su fb che qualcuno fa notare è meno rumoroso di quello che in analoghe situazioni si è registrato un paio di anni fa', che è la paura il sentimento principale nel popoloso quartiere di Petilia Policastro. Evidentemente, se problemi di questo genere continuano a registrarsi nei pressi di un sostanzioso progetto della Protezione Civile, i problemi idrogeologici del territorio policastrese non sono del tutto superati. Da parte nostra, però, non ci stanchrremo mai di ripeterlo: la vera problematica delle frane e delle voragini che saltuariamente appaiono a Petilia Policastro hanno motivazioni culturali oltre che idrogeologiche e quindi occorrerebbe intervenire anche culturalmente, come scriveva negli scorsi giorni anche su situazioni simili il procuratore della Repubblica di Crotone Cacciolla. Dalla fine degli anni '60 dello scorso secolo sino alla fine degli anni' 80, nella cittadina dell'alto Marchesato crotonese è stato possibile costruire ovunque ed i problemi di oggi sono conseguenza di quell'anomia urbanistica per troppo tempo accettata. Certamente, anche in quegli anni, qualche piano di fabbricazione è venuto approvato in Consiglio comunale, ma alla fine non ha prodotto tutto ciò che era lecito aspettarsi. Troppi gli interessi di natura economica degli imprenditori del cemento e troppo poco il coraggio di chi avrebbe dovuto garantire la legalità in questo "Far West" italiano. "Il popolo ha diritto ad abitazioni dignitose" questo il ritornello di qualche populista ante litteram e quindi tutti a girarsi dall'altra parte dinnanzi all'abusivismo in quella fase storica dei sequestri e dissequestri; anche negli uffici pretorili. I Carabinieri o i Vigili Urbani sequestrava qualche manufatto abusivo? Bastava presentarsi con 500 mila lire in tasca in alcuni uffici legali ed al sequestro seguiva il dissequestro. Ricordate la realizzazione della Tangenziale che tutt'ora rimane una delle opere più importanti degli ultimi decenni a Petilia Policastro? A nostro parere fu, nel contempo, una delle più grandi sconfitte dello Stato nella nostra realtà. Il progetto originario, infatti, non prevedeva tutte le curve che attualmente ne adornano il percorso, ma invece di sequestrare ed abbattere i pilastri che sorgevano nel suo percorso. "Il popolo ha diritto ad abitazioni dignitose!", "l'imprenditore può prenderla a male!" ed al progetto si aggiungeva un altro tornante. E la società civile? La storia contemporanea di quegli anni ci ha lasciato almeno un paio di fatti di cronaca che meriterebbero qualche mensione in qualche libro di sociologia. In via Colla il campo sportivo non fu costruito dall'Amministrazione comunale pro tempore, ma da alcuni volontari - anch'essi abbusivi - che per evitare che anche su quell'area sorgesse qualche altro palazzaccio vi realizzarono un campo sportivo ed iniziarono a giocarci. L'altro avvenimento avrebbe dell'inverosimile se non fossimo in Italia ed addirittura a Petilia Policastro. Erano i primi anni Settanta quando gli iscritti policastresi a "Lotta Continua" per protestare contro lo scempio urbanistico che continuava a perpetuarsi costruirono una baracca in piazza Filottete. Furono fra i pochissimi a venir processati per abusivismo a Petilia Policastro. Fra di loro, il compianto architetto Adriano Pace che anche per alcune minacce decise di trasferirsi nella vicina Cotronei. Se qualcuno aveva il desiderio di veder rinascere Petilia e qualcun altro è addirittura convinto che negli scorsi mesi sia rinata o abbia almeno iniziato a resuscitare, dia un piccolo segnale. Dica, almeno, che l'abbusivismo di cui non è personalmente responsabile è una brutta cosa. Forse qualche miscredente, me compreso, potrebbe rivedere il proprio parere nei suoi confronti.

Francesco Rizza

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