Sanità nel Petilino. Ne ha discusso con Carlo Guccione il Pd di Petilia Policastro.




In Calabria e, quindi, anche nel Crotonese è necessario che i cittadini e le istituzioni prendono coscienza che per la soluzione dei problemi nella sanità regionale dobbiamo essere tutti vigili; affinché la Regione affronti con la dovuta attenzione le problematiche che affliggono i vari territori. In realtà, le problematiche non sarebbero di natura economica, in quanto i fondi ci sarebbero, ma di una cattiva gestione delle problematiche da parte degli uffici preposti e di quella politica che non sempre riesce ad imporsi per imporre soluzioni. Ciò è particolarmente vero dopo che il Governo si è finalmente convinto a nominare commissario per la sanità il presidente regionale Roberto Occhiuto, messo a differenza dei suoi ultimi predecessori, nelle condizioni di decidere ed intervenire nelle situazioni di maggiore fragilità. Questa una delle verità che sono state sottolineate nel corso del l'approfondimento sulla "sanità territoriale nel Petilino: casa di comunità e guidie mediche" organizzato dal circolo del Partito Democratico che, dopo il recente congresso che ha eletto il segretario Giancarlo Scandale, ha ripreso a rivivere offrendo momenti di confronto alla popolazione cittadina. A confrontarsi con lo stesso Scandale, dinnanzi ad un buon numero di iscritti e simpatizzanti, il segretario di Federazione Leo Barberio ed Annibale Parise sindaco di Mesoraca e presidente del Distretto sanitario. A trarre le conclusioni l'onorevole Carlo Guccione responsabile pel la sanità nel Mezzogiorno d'Italia del Partito Democratico. Sulla casa di comunità di Mesoraca che sarebbe finalmente in dirittura d'arrivo essendo stata finanziata nel 2018 quando la Regione era presieduta da Mario Olivero ed ancora si chiedeva casa della salute è intervenuto Annibale Parise evidenziando, fra le altre cose, che il vero problema delle guardie mediche non sia la mancanza di medici. "Fino a quando però - ha aggiunto - I medici saranno assunti in convenzione senza aver diritto alla malattia ed alle ferie retribuite, è normale che i medici calabresi preferiscano andare a fare le guardie mediche altrove dove vengono assunti a tempo indeterminato". "Siamo alla vigilia di una riunione - ha aggiunto Carlo Guccione - in quanto entro il prossimo mese di giugno la Regione dovrà presentare la propria programmazione per non perdere numerosi fondi europei. É inconcepibile, però, che nel biennio del covid proprio la regione Calabria, nonostante le proprie difficoltà, abbia chiuso i bilanci in attivo perché nonostante numerosi pensionamenti non si siano assunti nuovi medici ed altro personale sanitario. A questo punto - ha aggiunto - è compito della popolazione essere vigile e faccia sentire la propria voce anche ribellandosi, in quanto non è possibile che programmi e progetti finanziati da anni non si avviano per chissà quali motivazioni ed intoppi".

Francesco Rizza

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