Roccabernarda mons. Panzetta è solidale con la popolazione, invitandola a collaborare alle indagini.




"Carissimi amici di Roccabernarda abbiate il coraggio di trasformare l'indignazione di queste ore in un impegno comunitario capace di farvi ritrovare lo slancio e la passione di cui molte volte in questi anni avete dato prova. La comunità diocesana, attraverso i Servizi pastorali della Curia, assicurerà il pieno sostegno e la necessaria vicinanza per accompagnare e sostenere le iniziative che intenderete avviare per "creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali" (Fratelli tutti, n.186). Vi benedico di cuore invocando, dal Padre di ogni consolazione, per intercessione di San Francesco di Paola, a cui siete particolarmente devoti, l'aiuto necessario in questo momento cosi particolare che state vivendo". È questo un passaggio della lettera di mons. Raffaele Angelo Panzetta, Arcivescovo di Crotone e Santa Severina, ha rivolto alla popolazione del Marchesato crotonese ad un paio di giorni dall'aggressione di Francesco Coco, ricoverato in prognosi riservata a Catanzaro, le cui condizioni sono in miglioramento. "Invito le istituzioni - aggiunge mons. Panzetta - a continuare a fare il possibile perché le nostre comunità non siano lasciate sole in questo difficile compito di realizzare la democrazia effettiva nell'orizzonte di uno Stato sempre più sociale ed inclusivo". Al di là della solidarietà, il messaggio dell'Arcovescovo crotonese alla popolazione di Roccabernarda è di non avere paura, a non chinare il capo ed a collaborare alle indagini. "Come pastore di questa comunita - aggiunge mons. Panzetta - vorrei incoraggiare le donne e gli uomini di Roccabernarda a continuare ad impegnarsi per estirpare il "germe della violenza". Non possiamo fare finta di niente! Non possiamo lasciare che questa inquietante vicenda cada nel dimenticatoio senza averne compreso il reale movente, gli esecutori ed i mandanti. Mentre confidiamo nel lavoro esperto degli inquirenti e della magistratura, incoraggiamo, chiunque abbia informazioni utili alle indagini, a collaborare con gli inquirenti, consapevoli che, se vogliamo che simili atti non si ripetano più, è necessario che ciascuno di noi collabori a che la Legge, che regola la nostra convivenza civile e democratica, possa fare il suo corso nelle forme previste dalla nostra Costituzione repubblicana! Eppure - aggiunge - non ignoriamo il fatto che ogni manifestazione di violenza nasconda un disagio che, purtroppo, nelle nostre comunità, è aggravato ulteriormente dalla terribile piaga della 'ndrangheta così pervasiva e asfissiante in tutta la provincia. Pertanto ci sentiamo, altresì, di invitare l'intera comunità civile e religiosa di Roccabernarda, in tutte le molteplici articolazioni di cui sappiamo essere ricca (scuola, associazioni, partiti politici) a promuovere un tessuto di relazioni sempre più sano, improntato maggiormente all'ascolto sincero di tutte le povertà, alla collaborazione leale in vista della realizzazione del Bene Comune e alla legalità come misura minima per costruire una civiltà dell'amore".

Francesco Rizza



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