Ritornata, col concerto di Bennato a Carfizzi, la festa del primo maggio





Ripresa, dopo la pandemia, la Festa del primo maggio a Carfizzi. Oltre che sui tanti problemi del lavoro che spesso non c'è in questo amaro pezzo di Calabria, fari punti sulla necessità della pace. “Con gli occhi puntati ad Assisi – scrivevq negli scorsi giorni il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato – dove si celebra la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, parleremo di pace, lavoro, futuro e della vertenza Calabria. È vero c’è poco da festeggiare. Troppo sfruttamento, troppo lavoro irregolare, troppi morti sul lavoro, troppe ingiustizie sociali, troppe guerre. Ma non perdiamo la speranza e andiamo avanti”.“Dopo due anni di drammatica crisi sanitaria – aggiungeva il segretario regionale della Uil, Santo Biondo – ritorniamo al nostro Primo Maggio delle e nelle piazze italiane, che quest’anno saranno dedicate alla Pace e al Lavoro. Fino a quando le condizioni del lavoro non miglioreranno; fino a quando si continuerà a morire per il lavoro; fino a quando la forbice delle diseguaglianze sociali, territoriali e tra le generazioni continuerà ad allargarsi piuttosto che restringersi, la Festa dei Lavoratori, non può considerarsi tale. Tuttavia abbiamo il compito di dare al Primo Maggio il significato della Giornata Nazionale della lotta ideale, in cui tutti quanti prendiamo coscienza del fatto che occorre darsi da fare e impegnarsi ognuno per la propria parte, affinché il Primo Maggio nazionale e calabrese, ritorni ad essere la Giornata della Festa del Lavoro e dell’Uguaglianza delle Persone”. Al lavoro che non c'è ed allo sfruttamento dei "caporali" in agricoltura che non si riesce, purtroppo, ad estirpare si somma, purtroppo, in Calabria la mancanza della sicurezza nei cantieri. Sono dieci, dall'inizio dell'anno, i morti causati da incidenti sul lavoro in Calabria. Lo rileva l'Osservatorio nazionale, organismo indipendente che dal 2008 compie un monitoraggio continuo su tutto il territorio italiano. Nel primo quadrimestre del 2022, il triste primato delle morti bianche nella regione va alle province di Catanzaro e di Cosenza, entrambe con quattro decessi; segue la provincia di Reggio Calabria che ne conta due. Nessun incidente mortale sul lavoro, invece, si è verificato nelle rimanenti province di Crotone e Vibo Valentia. Quella di Carfizzi è una delle più antiche ed importanti feste del lavoro in Calabria.. Era il primo maggio del 1919 quando a Carfizzi il medico militare Pasquale Tassone organizzò una protesta di lavoratori, in prevalenza contadini e minatori che rivendicavano migliorare condizioni di vita e di lavoro. Proprio in quella manifestazione, fra le prime manifestazioni di lotta a venire organizzata nel Crotonese che affonda le proprie radici la festa del primo maggio in località ' Montagnella' che da alcuni lustri ha assunto valenza provinciale a cura dei sindacati confederali della Cgil, della Cisl e della Uil ed a cui aderiscono anche le popolazioni delle altre due cittadine albanofone del Crotonese: Pallagorio e San Nicola dell'Alto. I tre Centri, d'altronde, avevano già dato il proprio contributo contributo al Risorgimento nazionale e lo avrebbero dato anche nelle lotte contro il Fascismo. In questo lembo di Calabria oltre che lo sfruttamento dei braccianti agricoli in un territorio dove il latifondo occupava gran parte delle terre coltivabili si registrava, in quegli anni, lo sfruttamento dei minatori nelle zolfare di San Nicola dell'Alto. Medico e sottoficiale del Regio Esercito, Pasquale Tassone era da poco rientrato dal fronte dalla prima guerra mondiale ed era socialista come altri esponenti della borghesia dell'epoca. Probabilmente anche per questo, riuscì a organizzare i lavoratori per dare il via a una serie di manifestazioni dall'alta valenza simbolica. Proprio per la sua ideologia, successivamente, Tassone si schierò bel presto con l'Antifascismo e non è chiaro se proprio per questo il 12 dicembre 1935 fu ucciso con una fucilata, in una situazione ancora oggi poco chiara. Intanto, durante il Ventennio fascista anche la manifestazione del primo maggio di Carfizzi furono ufficialmente interrotte, ma si racconta che vari lavoratori abbiano continuato a festeggiarlo nascostamente; anche grazie alla tolleranza della borghesia e dei notabili locali. La manifestazione riprese alla grande nel 1946 quando 'l’Amministrazione dell’Amgot', come era chiamato il Governo militare degli Alleati che non era favorevole a questo tipo di manifestazioni, lasciò l'Italia ai contrapposti schieramenti politici della Democrazia Cristiana e del 'Fronte Popolare'. In quel 1946, come raccontano i giornali del tempo, tre imponenti cortei raggiunsero la 'Montagnella' con le proprie bandiere e con le bande musicali; anche se, anche in questo territorio, la fine della guerra aveva riacceso le tensioni sociali che in Calabria erano quasi ataviche, ma la ' Legge Gullo', prima di venire ritirata, aveva riacceso la speranza, nella popolazione dell'Italia meridionale prevalentemente impegnata nel settore agricolo, che il latifondismo sarebbe ben presto scomparso anche se per la sua fine ci vollero i tragici 'Fatti di Melissa' del 29 ottobre 1949. A ricordo dell'uccisione nel 1946 Sellia Marina di Giuditta Levanto, una delle vittime delle lotte per le terre, sulla 'Montagnola' carifizzota fu innalzato il 'Monumento del Primo Maggio' che divenne nel tempo un'icona della festa dei lavoratori calabresi. Dopo il momento di riflessione in mattinata, la giornata di festa è proseguita con il concerto di Eugenio Bennato, affiancato da Ezio Lambiase, Sonia Totaro, Mujura, Francesca Del Duca.

Francesco Rizza

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