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Rischio frane sulla strada del Petilino.




Non è dato sapere fin quanto reggerà, ma la strada del Petilino sta franando. Nei pressi del Comune di Cutro, in una zona che tutti sapevamo idrogeologicamente fragilissima, le pessime condizioni dell'asfalto evidenziano tutta una serie di fragilità con un pericoloso avvallamento e se non saranno le prossime piovute estive cui siamo, purtroppo, abituati nel prossimo autunno o nell'inverno una parte dell'importante arteria stradale potrebbe franare a valle. Era il gennaio del 2022 quando la strada è stata inaugurata e consegnata alla popolazione, dopo una realizzazione durata per poco più di 20 chilometri 17 anni e costata 19,2 milioni di euro. A tagliare il nastro è stato l'attuale presidente provinciale Sergio Ferrari, affiancato oltre che da vari amministratori locali dai suoi predecessori: Cermine Talarico, Sergio Iritale, Ugo Pugliese, Armando Foresta, Giuseppe Dell’Aquila, Simone Saporito e Vincenzo Lagani. Evidentemente,però, anche le opere pubbliche dopo essere terminate ed inaugurate, devono essere curate. E ciò vale particolarmente per questa che è sicuramente la maggiore opera pubblica realizzata dalla Provincia Pitagorica. Però, dopo l'inaugurazione sul tracciato non è stato sparso un filo di asfalto e le buche iniziano ad essere numerose.




Possibile che nessuno degli Amministratori (Petilia esprime l'assessore al bilancio nella persona di Fernando Militerno, presidente del Consiglio comunale cittadino) o dei tecnici provinciali si sia reso conto dell'avvallamento? Perché, se proprio non si riescono a risolvere le problematicità, adesso probabilmente basterebbe costruire alcuni gabbioni di sostegno a valle, non segnalarle con dei cartelloni? Evidentemente, non sarebbe la risoluzione dei problemi, ma i viaggiatori sarebbero invogliati a rallentare e già questo potrebbe diminuire i pericoli. Collegante il Capoluogo provinciale con l'alto Marchesato e particolarmente con i Comuni di Petilia Policastro e Mesoraca, la bretella stradale consente di bypassare il centro abitato di Cutro incidendo notevolmente sul tempo necessario a raggiungere Crotone. Sono numerosi i pendolari che l'attraversano quotidianamente per motivi di lavoro ed è anche il tracciato utilizzato dalle autombilanze, poche in realtà, a disposizione del distretto "Sila" dell'Azienda sanitaria provinciale. Ormai, un'ampia percentuale della popolazione provinciale l'utilizza abitualmente e non ne può farne a meno. Evidentemente, però, anche in queste periferie europee ed italiane, lo deve fare in sicurezza. Senza, cioè, mettere a rischio la propria vita ed i propri automezzi. La situazione potrebbe aggravarsi nel prossimo mese di agosto quando si prevede un aumento della popolazione per il rientro degli emigrati. Gli uffici competenti saranno in grado nelle prossime settimane almeno a programmare un intervento?

Francesco Rizza

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