Ripreso a Crotone il processo "Sistema Petilia".




Sono riprese nel Tribunale di Crotone le sedute relative al processo "Sistema Petilia" che poco più di un anno fa ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Petilia Policastro. Da parte degli avvocati dell'ex sindaco Amedeo Nicolazzi è arrivata alla Corte la richiesta di esclusione di vari testi del Pubblico Ministero e delle Parti Civili chiamati a deporre su due vicende di presunte avances sessualità che erano inizialmente contestate ma poi sono state straliate. Del resto, si tratta di due episodi ancora tutti da accertare tanto che le indagini coordinate dal sostituito procuratore Alessandro Rho sono ancora in corso. Considerato che si tratta di testimonianze che sono ancora in corso, sono ancora oggetto di segreto istruttorio di un procedimento che potrebbe straciarle, per l'avvocato Vincenzo Cardone le stesse potrebbero ledere il diritto alla difesa in quanto, né l'indagato e né i suoi difensori ne sono a conoscenza. Il Tribunale si è riservato la decisione entro la prossima seduta del processo. Già precedentemente l'avvocato Cardone aveva chiesto l'inammissibilità delle intercettazioni relative al reato di corruzione su cui è intervenuta la Corte di Cassazione con un verdetto che avrebbe dovuto produrre, almeno per questa parte, la conclusione del processo mentre il Tribunale crotonese ha semplicemente derubricato l'accusa da corruzione ad abuso d'ufficio. Rompendo il silenzio con una lettera aperta al pluri settimanale "Il Crotonese" su questa accusa Amedeo Nicolazzi sottolinea come "mi sarei esposto a commentare un reato così grave solo per ottenere uno sconto di poche migliaia di euro su una multa elevata a carico dei soggetti incaricati dal Comune di ripristinare la viabilità di una strada essenziale per un'umile famiglia per portare i figli a scuola. Avrei retribuito questa "pazzia" - aggiunge Amedeo Nicolazzi - consegnando al dirigente sanitario ben 5 litri di olio accompagnati da una busta contenente un quantitativo imprecisato di castagne".

Francesco Rizza

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