Potature violente a Petilia Policastro. Le stigmatizza Luigi Concio di Legambiente.




"Un ulteriore scempio, nel poco verde urbano, sono oltre vent'anni che denunciamo queste aberranti pratiche, definite "capitozzature", in questo caso è stata una vera e propria "troncatura", poco più di un mese fa siamo intervenuti per cercare di fermare simili interventi. Occorre, una urgente formazione". Interviene nuovamente sulle violente capizzature che si registrano a Petilia Policastro Luigi Concio, docente dello Scientifico "Raffaele Lombardi Satriani" e presidente del circolo sovra comunale "Valle Tacina" della "Legambiente" cittadina. Il riferimento è all'abbondate potatura di una Acacia che negli scorsi giorni si è registrata nella villetta "Albert Bruce Sabin" che, fra l'altro ospita il monumento cittadino a Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia uccisa perché si era ribellata alla faida di 'ndrangata che a Pagliarelle di Petilia Policastro le aveva ucciso il padre ed il fratello. Era il maggio del 2014 quando lo stesso monumento era stato inaugurato dall' Amministrazione comunale del sindaco Amedeo Nicolazzi nel corso della prima edizione della "Giornata del Coraggio Femminile". Analoghe capitozzature che si erano registrate negli scorsi mesi nei pressi della tangenziale cittadina, dove erano stati violati altri alberi in una zona particolarmente franosa nei pressi della direzione didattica ospitata nella scuola dell'infanzia "Collodi". Evidentemente, considerato che le Amministrazioni comunali cambiano e le capitozzature continuano ad essere violente il problema non è più, o non è mai stato, di natura politica ma culturale e legato agli operai che, volta per volta, intervengono con potature selvagge. A questo punto, proprio come chiede Concio, un corso di formazione per gli operai diventa indispensabile per salvaguardare il poco verde che c'è nel Centro e nelle Frazioni della cittadina dell'alto Marchesato crotonese.

Francesco Rizza

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