Petilia si prepara alla festa della Madonna del Rosario.





Ritorna, a Petilia Policastro, la tradizionale festa della Madonna del Rosario a cura della parrocchia dell'Annunziata e del comitato parrocchiale. Con la speranza di aver superato il covid, il novenario di preparazione si svolgerà dal 23 settembre al 2 ottobre, prima domenica del mese, in cui sarà inserita una veglia di preghiera, la supplica alla Madonna di Pompei e la processione che, accompagnata dalla banda musicale, attraverserà le principali strade cittadine nella giornata del 2 ottobre. Il programma ricreativo prevede, nella serata di sabato 1 ottobre in piazza Filottete, il concerto degli "Hantura" che dopo un'assenza di cinque anni ritorneranno con un proprio concerto nella Città in cui lo stesso complesso di musica popolare è nato 21 anni fà che, a causa del Covid, non ha potuto spegnere dignitosamente le proprie 20 candeline.





Capita così che anche per il concerto degli "Hantura" è molta l'attesa nella cittadina dell'alto Marchesato crotonese. Guardando a ritroso fra le loro note, è certamente un bilancio positivo quello che si può trarre alla fine dei loro primi quattro lustri di vita musicale vissuti sulla strada tracciata per gli studi antropologici da Eugenio Bennato col progetto "Taranta Pawer". Infatti, come spiegano gli "Hantura" nel proprio portale, la loro musica “traccia essenzialmente i tratti della cultura e della musica popolare calabrese, espressione dei sentimenti, dello sfogo, della ribellione,dell’onore dell’uomo del Sud che si articola nell’interpretazione di quei suoni che richiamano e spiegano le anime del Sud". Il loro lavoro.musicale di ricerca, spiegano gli stessi artisti rappresenta "l'’amore per la musica etnica l’amore per i linguaggi nuovi ed incontaminati dei dialetti, l’amore per la tradizione, l’amore per ritmi incontrastati della tarantella del Sud, che sempre di più vede accostarsi una folta schiera di giovani, ha spinto il gruppo petilino a non globalizzarsi di musica industriale presente solo sulla scena televisiva, ma di ritornare alle origini per far risentire l’eco poetico della taranta del Sud, la sublimità dei canti amorosi calabresi, la musica viva e incredibilmente ignorata di una Calabria rediviva e lucente. Un ritorno alle origini per dare un messaggio nuovo, un messaggio non stereotipato, non desueto, un messaggio colmo del fascino di un Sud rivalutato, di un Meridione mai più bistrattato, di una Calabria piena di risorse”. In un'epoca di globalismo avanzato, anche di questo ha bisogno il Marchesato crotonese.

Francesco Rizza

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