Petilia Policastro, 5 dicembre 2021 quasi un bilancio.


Benvenuti a Petilia Policastro: capitale delle incompiute. Ormai è ufficiale: Vorremmo proprio sbagliarci ma il 2021 si chiuderà senza che Petilia Policastro ed i Comuni circonvicini non si vedranno consegnare la ormai mitologica "Strada del Mare" : una striscia di circa 15 chilometri che l'Amministrazione provinciale non riesce a terminare da più lustri. Era il 2004 quando, dopo più lustri di attesa in cui la necessità della stessa strada ieri come oggi urgentissima fu perorata da un comitato civico, furono aperti i cantieri della stessa strada. Ancora al palo, per gli intoppi burocratici della Sovrindenza, i lavori del restauro del soffitto del santuari della Sacra Spina ma anche quelli della pavimentazione della chiesa parrocchiale di San Nicola Pontefice. A poche decine di metri da quella che è stata la chiesa arcipetrale cittadina un altro mausoleo dell'inneficenza provinciale: il cantiere dei lavori iniziati ma mai conclusi del restauro del cinema teatro "Madia". Gli stessi lavori iniziano una quindicina di anni fa, ma non furono mai lerminati. Quando la ditta che si era appalta i lavori è fallita l'Amministrazione provinciale invece di appaltare i lavori del primo lotto del restauro alla ditta che era arrivata seconda nella gara di appalto preferì spostare su altri cantieri rimasti in cassa. Su questa beffa si è innestata nell'immaginario collettivo della cittadina del Marchesato crotonese la favola che i lavori erano fermi a causa di alcuni errori dei progettisti. Ma è forse questo, in una realtà che vive da più anni una crisi di speranza, è proprio questa bufala la parte più normale della vicenda. A Petilia Policastro, gli architetti e gli ingegneri sono una sorte di "Ufo" d cui è difficile fidarsi. È figlio anche di questa mentalità quel degrado urbanistico dei mille "palazzi trasparenti" cui Masino Medaglia ha dedicato negli scorsi anni un interessante filmato. Fra la paura del covid, un'altra frana di un vecchio palazzo abbandonato nel quartiere della Rupa e la mensa scolastica che ancora non è partita perché nessun risstoratore ha partecipato alla gara d'appalto e l'Amministrazione comunale ha dovuto affidarsi ad un incarico fiduciario non si chiude nel migliore dei modi il 2021; particolarmente, come dicevamo, per l'incapacità della popolazione ad indignarsi. "Sarà più volte Natale e festa tutto l'anno" scriveva Lucio Dala ad un suo amico, ma il "policastresis tecnlogicus" non ha neppure la voglia di scrivere a Babbo Natale. Noto anche come "leone da tastiera" la gran parte dei cittadini di quella che un tempo era la capitale del Marchesato si accontenta di sfogarsi sui social senza aspettarsi nulla dalle Istituzioni. A prova di questo una nota di cronaca che abbiamo registrato nelle ultime settimane.



In seguito di alcune morti per infarto, ma anche del ritardo nel pronto soccorso, la popolazione invece di indignarsi nelle strade ha preferito corredare un'ambulanza ed alcuni defibrillatori. All'Asp che non riesce neppure a garantire le guardie mediche nei week end non sembra lecito domandare nulla e quando il Mcl ha avviato una petizione sono state neppure 500 le firme raccolte per chiedere almeno una seconda ambulanza per il Distretto sanitario "Sila". Se non fosse per quella frenesia che, covid o non covid, o per il dolce profumo delle "pitte ccu passule" che ormai è possibile gustare tutto l'anno neppure le festività natalizie porterebbero il solito entusiasmo. Poi, per fortuna, nonostante il freddo di questi giorni passeggiando nelle strade iniziano a registrarsi i primi addobbi mentre alcuni imperterriti bambini continuano a sbucciarsi le ginocchia giocando a pallone nella piazza dell'Emigrante e la magia del Natale ritorna attuale in questa periferia del periferico Crotonese.

Francesco Rizza


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