Al via il processo "Eleo". Concluso il rito abbreviato sulla cosca petilina.



Otto condanne e due assoluzioni nel rito abbreviato del processo "Eleo" le cui indagini nello scorso gennaio avevano fatto luce sulle attività criminali della cosca di Petilia. Per gli altri indagati e per conoscere tutta la verità sulle vicende al centro delle indagini del procuratore Gratteri sarà necessario il rito ordinario Numerosi i capi di accusa nei confronti del sessantaduenne Rosario Curcio ritenuto a capo della cosca: estorsione, usura, detenzione di armi e danneggiamenti. Lo stesso è stato condannato ad 8 anni ed 8 mesi di reclusione per due episodi di estorsione e uno di furto aggravati dalle modalità mafiose. Curcio, come si ricorderà era stato indagato anche di essere il mandante dell'omicidio di Massimo Vona, allevatore di Petilia Policastro, scomparso nel nulla il 30 ottobre del 2018, ma da questa accusa è stato assolto perché per gli stessi reati era già stato condannato nel processo "Tisifone" indagine dalla quale è poi scaturita anche l'indagine Eleo. A Curcio, per due episodi di estorsione e uno di furto aggravati dalle modalità mafiose sono stati inflitti 8 anni e 8 mesi di reclusione. Assolti Salvatore Bruno e Salvatore Caria. Queste le altre condanne: 8 anni e 8 mesi per Giacinto Castagino (il pm aveva chiesto 8 anni e 4 mesi); 10 anni a Diego Garofalo (10 anni e 6 mesi), 8 anni e 8 mesi a Giuseppe Garofalo (12), 10 anni per Mario Garofalo (10 anni e 6 mesi), 8 anni per Antonio Grano (8 anni e 6 mesi), 10 anni per Tommaso Rizzuti (10 anni e 6 mesi), 8 anni e 8 mesi per Francesco Scalise ( 9 anni e 2 mesi). Sono stati assolti Salvatore Bruno e Salvatore Caria (per i quali il pm aveva chiesto 8 anni e 6 mesi). Per tutti il gup ha disposto la libertà vigilata per due anni dopo la condanna.

Francesco Rizza

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