Non si ampli la discarica di Scala Coeli. Lo chiede alla Regione Legambiente.





Un no senza attenuanti quello che nei giorni scorsi si è registrato a Cariati dove la Legambiente calabrese ha nuovamente espresso la propria contrarietà contro la discarica di Scala Coeli e la volontà dellRegione di ampliarla. A detta dell'associazione ambientale, infatti, è impensabile che la stessa discarica continui la propria attività in una zona di alto pregio naturalistico, dove insistono coltivazioni biologiche e soggette a molteplici vincoli ostativi alla stessa esistenza di una discarica. Un’opera, oltretutto, in aperta contraddizione con quanto chiede l’Europa in materia di gestione del ciclo dei rifiuti e con l’obiettivo discariche zero, lo slogan sbandierato già anni fa dalla regione Calabria per un cambio di rotta rivelatosi inesistente. Introdotto dal presidentelocale di Lega Nicola Abbruzzese hanno partecipato telefonicamente oltre alla sindaco Filomena Greco, il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta e rappresentanti istituzionali e dell'associazionismo. La richiesta all’Amministrazione regionale è quella di” risolvere effettivamente e con coerenza i problemi della gestione dei rifiuti nell’interesse pubblico, tornando sui propri passi per quanto riguarda la discarica di Scala Coeli. Alla Calabria servono impianti di riciclo e non nuove discariche”. Sulla questione, il consigliere regionale pentastellato Davide Tavernise ha assicurato che presenterà una interrogazione al presidente regionale Roberto Occhiuto. “La regione Calabria - a detta di Ciafani - ha un disperato bisogno di impianti per il riciclo dei rifiuti e non di costruire una ennesima buca che ci riporta agli anni ottanta e non costituisce una soluzione” aggiungendo come “i circoli dell’associazione e tutta Legambiente operino sempre, con coerenza e grande rispetto delle Istituzioni, portando avanti in tutta Italia vertenze e battaglie, per come previsto dalla legge e lungi da intenti sovversivi, a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e per il futuro del nostro pianeta". “Quella della discarica di Scala Coeli - ha aggiunto Anna Parretta - è una storia che non dovrebbe neppure esistere per molteplici aspetti, a partire dalla preminenza degli interessi collettivi, come quelli ambientali e quelli inerenti alla salute delle persone garantiti dalla Costituzione, ai vincoli che insistono nell’area".


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