Nell'indifferenza generale, rischio chiusura per il Sistema bibliotecario vibonese.




In una Calabria che non si vuole bene e nel silenzio della politica e dei tanti Comuni che in 30.l anni hanno usufruito dei suoi servizi, il Sistema bibliotecario vibonese che coordina numerose biblioteche pubbliche anche fuori dal Vibonese rischia di chiudere per mancanza di personale. Allo stato attuale delle cose, infatti, nella sua pianta organica è rimasto di fatto un solo dipendente, operatori del servizio civile che finiranno il prossimo ottobre, e un volontario. Sino a qualche anno fa, invece, la dotazione organica aveva quattro dipendenti regionali, più altri sei collaboratori specializzati che provvedevano al Servizio bibliotecario regionale, all’organizzazione del Festival Leggere&Scrivere, a organizzare il Salone del Libro di Torino e di Napoli, ad effettuare attività di ricerca, a collaborare con le Università calabresi. Da ciò che è dato sapere , ci sarebbero grandi difficoltà con il personale, non ci sono da anni risorse sufficienti per pagarlo, e buona parte di esso, non sopportando più la precarietà, ha cercato lavoro altrove. Non è stato ancora nominato un nuovo direttore, e per indisponibilità di risorse la biblioteca è stata già da qualche giorno costretta a ridurre le proprie attività e il proprio orario di apertura. Ci sono difficoltà di ogni genere. Mancano le risorse per concludere i progetti, non si riescono a pagare le utenze, il personale in servizio nel passato non è stato del tutto pagato, ci sono gravi problemi di manutenzione. Insomma, la stagione del volontariato sia oramai al tramonto. La città e la Regione dovrebbero, dunque, decidere quale futuro dare al Sistema. E se realmente rappresenta una eccellenza allora si deve mettere in condizione di farlo funzionare, altrimenti che si chiuda pure, ma spiegandone alla collettività anche le ragioni.Il Sistema bibliotecario territoriale del Vibonese si costituisce negli anni ottanta come insieme delle strutture bibliotecarie e archivistiche dei Comuni consociati, coordinate da un Centro Sistema.con sede oggi a Palazzo Santa Chiara. In quanto ente istituito, riconosciuto e previsto dalla Regione Calabria Sbv è stato finanziato da quest’ultima fino al 2008, come per legge, anno in cui però la legge che riguardava i Sistemi bibliotecari è stata definanziata. Per qualche tempo, poi, è stata la Provincia di Vibo Valentia a farsene carico ma, dopo il dissesto finanziario dell’Ente, è venuto a mancare anche tale finanziamento. Da allora il Sbv ha dovuto provvedere al proprio sostentamento senza avere una base economica stabile su cui contare, basandosi sulle proprie forze, sulle competenze e sul lavoro dei bibliotecari che negli anni hanno messo a disposizione la loro professionalità: l’unica forma di sostentamento negli ultimi anni, infatti, è pervenuta solo dai bandi nazionali e regionali che il Sbv è riuscito ad aggiudicarsi grazie ai propri progetti fortemente innovativi. Le maggiore responsabilità sembra essere della regione Calabria ma, a nostro parere, non è solo così, considerando il silenzio dei Comuni che sino ad oggi hanno usufruito dei servizi offerti dal Sistema Bibliotecario Vibonese ma anche da parte dei vari utenti delle numerose biblioteche iscritte alla stessa Associazione che rischiano, da un momento all'altro, di veder sostanzialmente diminuire un servizio pubblico sino ad oggi offerto più che dignitosamente.

Francesco Rizza

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