Nel ricordo del petilino Francesco Curcio una poltrona oncologica donata al "Mater Domini".





Da Petilia Policastro, comune dell' Entroterra Crotonese dove l'Asp non riesce a riaprire l'ufficio ticket e dove il servizio di guardia medica non viene garantito in tutti i settimane, negli scorsi giorni giorni è partita un'importante donazione per il reparto di Oncologia Medica dell'Azienda Universitaria Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro. Si tratta di una poltrona di ultima generazione per la chemioterapia fornita di bilancia pesa persona. A donarla, in memoria del padre Francesco morto nello scorso aprile l'impiegata comunale Marilena Curcio che è riuscita a sensibilizzare un buon numero di amici e concittadini nella raccolta di fondi. "Per un un malato che non ce l'ha fatta - ci ha spiegato - altri 15 pazienti a settimana hanno la possibilità di provare a sconfiggerlo. Ringrazio - aggiunge ladottoressa Curcio - coloro che mi hanno sostenuto per la donazione al reparto, gli amici i colleghi, la mia famiglia ma in particolare vorrei ringraziare i ragazzi dell'interact club di Petilia Policastro perché nonostante la loro giovane età hanno dimostrato vicinanza e sostegno in un momento particolarmente doloroso per un fine nobile come quello di donare per il reparto di Oncologia". Il nomento della donazione, a sua detta è stato per tutti i partecipanti davvero molto emozionante. "Erano presenti nell'U.O. Oncologia Medica per i ringraziamenti il professor Pierfrancesco Tassone, il direttore prof. Pierosandro Tagliaferri, la dottoressa Angela Salvino insieme a tutta l'equipe sanitaria del reparto: Medici, Infermieri, OSS e Caposala. Si tratta di una squadra speciale che con cuore, passione e dedizione presta ogni giorno un servizio di altissimo livello, lo fa con grande umanità, quella che in questa tipologia di reparto è fondamentale possedere e che facilmente in loro è possibile riconoscere e difficile da non ricordare loro rappresentano la nostra speranza. Donare al reparto di Oncologia una poltrona di questo tipo - aggiunge Marilena Curcio - vuol dire offrire il miglior confort per l’infusione del trattamento chemioterapico a numerosi altri pazienti, dando loro la possibilità di curarsi e provare a sconfiggere il male del secolo senza abbandonare la propria Regione, ma all'interno di una struttura all'avanguardia come quella della Mater Domini, dove si conciliano in modo perfetto ricerca scientifica e trattamento clinico".

Francesco Rizza


245 visualizzazioni0 commenti