Morto Pasquale Attianese, fra i maggiori esperti del Crotonese antico.




La Calabria ed il Crotonese perdono un proprio valido studioso. È morto Pasquale Attianese, già docente di latino e greco in alcuni licei classici, come il "Deodato Borrelli" di Santa Severina ed il "Pitagora" di Crotone, archeologo e numismatico. È stato uno dei maggiori cultori della storia più antica del Crotonese, vero e proprio punto di riferimento per gli studiosi di archeologia. Fin dagli anni '70, infatti, Attianese aveva realizzato numerosi scavi, in collaborazione con la Sovrintendenza dei Beni Archeologici e col Gruppo Archeologico Krotoniate. Il territorio maggiormente analizzato dallo stesso archeologo la valle quel fiume Tacina citato negli scritti di Plinio il Vecchio che, fra i territori comunali di San Mauro Marchesato, Roccabernarda e Santa Severina ebbe alcuni insediamenti abitativi nel periodo compreso fra l’età del ferro e quello magno greco, dove particolarmente intorno ad Altilia, sono tornate alla luce numerose tracce di un passato lontano e, purtroppo, poco conosciuto dalla popolazione. Proprio su questo territorio, nell'aprile del 2013, aveva svolto anche a Petilia Policastro, un corso di lezioni di archeologica nella "Casa della Cultura" in collaborazione con l'università mediterranea popolare. Il ritiro dalla scena pubblica, ma non dagli studi, si era registrato nel 2017 quando era stato arrestato nell'operazione “Hera” condotta dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale su ordine del Gip del Tribunale di Crotone Michele Ciociola. Esperto in numismatica, aveva pubblicato numerosi saggi sulla monetazione magno greca e, nel 2015, con la casa editrice PUBLIgrafic "La monetazione dei Bretti con raffronti e descrizioni delle coeve emissioni dei lucani" : uno dei lavori più approfonditi sulla monetazione brettia, opera che non può mancare nelle biblioteche degli studiosi dell'antichità calabrese. Nato nel 1946, era ricoverato da una settimana per un malore che lo aveva colpito mentre faceva il bagno a mare sotto l'ex Circolo cacciatori subacquei, insieme alla moglie. Poi il ricovero e le prime cure al "San Giovanni

Francesco Rizza

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