L'unione fa la forza. Si valorizzi turisticamente lo Jonio fra Calabria e Puglia




Lungo la Costa degli Dei si è proceduto a costituire un Consorzio dei Comuni rivieraschi finalizzato a creare un brand di richiamo turistico internazionale. Un'idea originale, innovativa ed al passo con i tempi. Un'apertura alla condivisione ed alla comunione delle idee progettuali per Comunità legate da affini interessi. Ci siamo chiesti, come Comitato Per La Provincia Della Magna Graecia, quali benifici verrebbero inverati lungo la baia jonica se mutuassimo un'operazione di tale portata nel contesto calabro-appulo-lucano. Le caratteristiche geomorfologiche dell'Arco Jonico rendono il territorio unico nel bacino del Mediterraneo. La relativa distanza dei 400km in linea di costa risulta più che dimezzata nei percorsi via mare. Questo ci permette di immaginare un pacchetto turistico consistente nella interregionalità dell'offerta. Tuttavia avere 24 porti lungo la baia e, sostanzialmente, non usarli, o comunque non metterli nelle condizioni di avviare progetti sinergici con sussidiarietà, equivale ad afferrare il volante di una Aston Martin e guidarla come se si trattasse di una citycar. Eppure basterebbe poco! Principalmente ci sarebbe bisogno della volontà, senza la quale difficilmente potrebbero essere conseguiti importanti risultati. Quindi, servirebbe una visione. In assenza di questa si continuerebbe a brancolare nel buio. Infine, avremmo bisogno di tanto coraggio nelle scelte politiche. Queste dovrebbero avere l'audacia di sfidare gli schemi superati dal tempo e dai fatti che, ad oggi, non hanno portato particolari miglioramenti se non fumo negli occhi, chiacchere e parole al vento. Solo così potrà essere disegnato un futuro promettente per gli ambiti che costituiscono l'Arco Jonico. Un futuro in cui il territorio si candiderebbe, di diritto, ad essere la Riva Blu del Continente. Una magnifica marca territoriale capace di attrarre gli stakeholders principali del settore turistico. Potenzialmente il più grande sistema turistico-ricettivo che il Mezzogiorno, l'Italia e l'Europa abbiano mai conosciuto. Contrariamente, l'agognato sviluppo nel settore turistico, per i Comuni che si affacciano sulla baia, soprattutto per quelli del versante calabrese, resterà la solita chimera.Alcuni fra i più importanti ambiti turistici italiani ed europei, non hanno guardato agli interessi del singolo Comune o alla logica perimetrale del riferimento amministrativo. Hanno investito su apparati pluriterritoriali concorrenti, in ogni loro parte, a formare un mosaico sistemico. Quando parliamo di Costa Azzurra, Costa del Sol, Gargano, Costiera Amalfitana, Veneto, Sardegna, non ci riferiamo, semplicemente, a Montecarlo, Malaga, Vieste, Amalfi, Venezia o Porto Cervo. Queste realtà hanno costruito sistemi integrati coniugando le peculiarità di più ambiti e Comunità aggregandole in un minimo comune denominatore: il territorio. E stessa cosa dicasi per l'Arco Jonico che per complessità e conformazione geografica non può essere ricondotto solo alla Sibaritide o al Crotonese o al Metapontino o a Taranto o al Salento di ponente. È da considerarsi un sistema che, senza soluzione di continuità, parte da Capo Rizzuto e si estende fino a Punta Leuca seguendo, pedissequamente, il perimetro di baia. Qui sta l'essenza del ragionamento perché in quest'ultima è concentrato il potenziale territoriale, non in una parte di essa. Quando lungo l'Arco Jonico sarà compreso che è la somma a fare il totale e non il singolo fattore, probabilmente, risulterà chiaro quanto vitale sia un'idea protesa all'interregionalità. Mettendo in rete le specifiche peculiarità di ogni Comune e di ogni ambito si concorrerà a costruire un piano progettuale integrato recante ricchezza e benessere per tutti.

Domenico Mazza

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