L'alto Crotonese protesta: non si ampli la discarica di Scala Coeli.



Cambiano le Amministrazioni regionali, ma il Crotonese resta nell’immaginario della Cittadella di Germameto “terra di discariche”. Negli scorsi giorni, infatti, la vicepresidente della giunta regionale ha annunciato in Consiglio, l’autorizzazione all’ampliamento dell'impianto della Bieco che passerebbe da 93 mila metri cubi a un milione di metri cubi con un impatto ambientale gravissimo in una zona, fra l’altro, dedita all'agricoltura biologica ed a marchio Dop. Presenti anche le Amministrazioni di Crucoli, Umbriatico, Campana, una protesta è stata messa in campo dalle Associazioni come Coldiretti Calabria, Wwf, Agorà Kroton, Le Lampare, Jonio Wild, Ara Calabria, Cia Calabria, Terraverde e Terravecchia nel cuore. "Rigettare la richiesta di ampliamento della discarica di Pipino” è l’appello che Legambiente, insieme a cittadini, agricoltori, allevatori, associazioni, sindaci e rappresentanti politici, hanno rivolto alla Regione Calabria questa mattina nel corso del flash mob che si è tenuto davanti alla discarica di rifiuti speciali non pericolosi di Scala Coeli. “Siamo qui a Scala Coeli – ha detto Anna Parretta, presidente nazionale di Legambiente - per ribadire ancora una volta il nostro no all’ampliamento della discarica. In Calabria occorre uscire dalla logica delle discariche e fare sul territorio una reale transizione ecologica. Noi di Legambiente chiediamo alla Regione coerenza e grande determinazione nel rispettare il suo stesso Piano di gestione dei rifiuti, e le successive linee di indirizzo, e l’applicazione delle normative comunitarie che prevedono, entro il 2035, lo smaltimento in discarica,di un massimo del 10% dei rifiuti prodotti. Siamo al fianco di tutto il territorio per proteggere la salute dei cittadini e tutelare l’ambiente, perché questa bellissima valle merita un altro destino”.

Francesco Rizza



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