Il policastrese padre Salvatore Cimino rieletto superiore generale dei Missionari Ardorini.




Concluso a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, il tredicesimo Capitolo Generale della Comunità dei Missionari Ardorini, fondata nel 1928 dal Servo di Dio mons. Gaetano Mauro per il quale è in corso il processo di canonizzazione. Ad essere riconfermato Superiore generale della Comunità religiosa il petilino padre Salvatore Cimino che, entrato fra i Missionari Ardorini nel 1991, era stato eletto superiore generale nel 2016. Il nuovo Consiglio è costituito dal vicario generale padre Antonio De Rose, dall'economo padre Renato Gaglianone e dai consiglieri generali padre Gerardo Naranjo Silva e padre Edwin Muñoz Bahos, entrambi provenienti dalla Colombia dove gli Ardorini sono presenti da più lustri ed hanno avuto numerose vocazioni. Presente al Capitolo anche mons. Gianfranco Todisco che nel 2016 esseneo vescovo di Melfi, Rapolla e Venosa, nel 2016 ha chiesto a papa Francesco di ritornare a fare il missionario ed ottenuta l'autorizzazione si è trasferito in Honduras. Il sessennio appena concluso in cui gli Ardorini sono stati guidati da padre Cimino è stato molto proficuo. Nonostante la Comunità religiosa rappresenti nella Chiesa cattolica un "piccolo seme" per il numero dei religiosi, infatti, in questi ultimi anni sono state aperte delle case in India ed in Tanzania. Padre Salvatore Cimino è il secondo policastese chiamato a guidare i Missionari Ardorini. Prima di lui padre Giuseppe Cervelli, secondo successore di Mons. Gaetano Mauro dopo padre Carmine Forgiele a guida di una Comunità religiosa nata per rispondere alla vocazione di dare sostegno religioso alle genti del mondo rurale ed alla gioventù. Non è un caso, infatti, che sono Gaetano Mauro sia stato visto come il "don Bosco della Calabria". Fra le altre cose, mons .Mauro era nato a Rogliano nel 1881, nello stesso anno della morte di San Giovanni Bosco ed il "modello salesiano" è ancora oggi alla base della pedagogia e della spiritualità ardorona. Altrettanto intenso il rapporto fra la Comunità ardorina e Petilia Policastro. Era il 7 ottobre 1938 quando a Petilia Policastro, nel Marchesato crotonese, veniva aperta la seconda casa dei Missionari Ardorini su invito dell’allora arcivescovo Santa Severina mons. Antonio Galati e grazie alle donazioni delle signorine Ferrari su iniziativa dell’arciprete cittadino don Salvatore Venneri. Iniziò così fra mons. Mauro e Petilia Policastro un fervido rapporto di reciprocità. I Missionari Ardorini furono da subito impegnati nell’apostolato rurale e nell’educazione giovanile e Petilia, nel corso degli anni, donò numerose vocazioni religiose alla stessa Congregazione.

Francesco Rizza

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