Grazie ai "Rangers della Sila", Petilia Policastro ha un centro di primo soccorso con ambulanza.




Nonostante la latitanza dello Stato, declinato in tutti i suoi livelli, nella garanzia dei servizi sanitari essenziali; l’altro Marchesato crotonese ha vinto. Petilia Policastro ha, infatti, una postazione di primo soccorso arredato da un’ambulanza fornita di tutti gli strumenti necessari ad accompagnare chi ne ha bisogno presso l’ospedale più vicino che è quello di Crotone. Operativo da qualche settimana, alla presenza del sindaco Simone Saporito, del presidente del Consiglio comunale Ferdinando Militerno e della consigliera delegata alla sanità del Comune di Mesoraca Giovanna Provveduto e don Giuseppe Marra che ha benedetto il locale, il centro di primo soccorso è stato realizzato ed inaugurato dalla Associazione “Rangers della Sila” del presidente Mario Sirianni che negli scorsi mesi ha registrato la solidarietà di alcune Associazioni presenti sul territorio compreso l’Avis e delle diaspore di emigranti petilini a Roma e Milano. “La cittadinanza, con le proprie offerte – evidenzia Mario Sirianni – ci ha dato la propria fiducia e noi ci siamo messi a disposizione del territorio insieme al nostro responsabile sanitario, Piero Ierardi, cui auguriamo una pronta guarigione”. Tutto è iniziato negli scorsi mesi quando per un infarto, ma anche della disponibilità di una ambulanza libera, a soli 50 anni è morto Mimmo Rizza commerciante e padre di famiglia. È stato allora che la popolazione si è resa conto di non potersi più fidare delle Istituzioni ed ha deciso di rimboccarsi le maniche e provvedere da sola a sé stessa. Mentre l’Asp non è più in grado di assicurare nei week end il servizio di guardia medica e la Regione non ha inteso neppure rispondere ad una petizione popolare a cura dell’Mcl con la quale si chiedeva almeno una seconda ambulanza per il “Distretto Sila” è toccato a privati cittadini mettersi in discussione a partire dalla famiglia di Mimmo Rizza che sensibilizzato la popolazione e, raccogliendo alcune offerte, ha acquistato e distribuito nel Centro e nelle Frazioni. Aspettando che la Regione e l’Asp si rendano conto che anche il Marchesato crotonese ha diritti minimi da garantire, anche se con qualche eccezione, nemmeno le Istituzioni locali al di là di qualche mail hanno sentito il bisogno di difendere la propria popolazione.

Francesco Rizza


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