Giuseppe Caruso ed i suoi murales. A vico Leone di Petilia Policastro.





Dopo un'avvenente donzella ritratta mentre annaffia la palma reale che adorna il Centro linguistico "Efe" della consorte Manuela Arminio un nuovo dipinto di Giuseppe Caruso è quasi completo in vico Leone, nel centro storico di Petilia Policastro. "Un drappello di case arroccato su di un colle, tutte attaccate l'una all'altra. Non c'è spazio aggregativo più bello delle suggestive casette abitate dai nostri nonni. Di giorno a guardar il sole e di sera a contar le stelle. Tutte unite come a proteggersi. Tutti uniti uniti sotto un unico cielo". Sotto lo stemma comunale delle tre torri, Giuseppe ha immaginato così il nuovo murales, quasi un presepe di quelli che da qui alla Candelora saranno smontati nelle nostre case. In verità Petilia Policastro, da decenni ormai, non è più così sia per una disgregazione lampante come il suo olio in cui il covid c'entra poco ed ancor più per quell'anomia urbanistica scellerata che principalmente a cavallo degli anni '70 ed ' 80, complice una classe politica connivente con gli imprenditori del cemento ed una Pretura distratta rispetto a determinati reati, il territorio cittadino è stato "adornato" da centinaia di palazzoni abusivi ed incompleti; ma gli artisti, si sa' sono "strane persone" cui si può perdere tutto. O quasi. E questo quasi, a nostro parere, non è tanto l'aver dimenticato in questo dipinto i tanti "palazzi trasparenti" della Cittadina dell' alto Marchesato crotonese, ma quello di aver lasciato in qualche tiretto per troppo tempo gran part dei propri "ferri del mestiere" come, scherzosamente ma non tanto, l'ha rimproverato negli scorsi giorni un familiare. Ma chi è Giuseppe Caruso? Ce lo facciamo spiegare da lui stesso. "Diplomatomi allo Scientifico "Raffaele Lombardi Satriani" mi sono laureato in design presso l'accademia delle Belle Arti di Firenze, con una tesi sperimentale dal titolo "Animals in Love"', un concept video in cui avevo messo in pratica le nuove tecniche di animazione digitale studiate nei corsi di specializzazione in "Comunication Design" alla Fachhoxhschule di Potsdam a Berlino, nel 2001. Ho insegnato "nuove tecnologie" presso diversi istituti tra Vibo Valentia e Crotone, dedicandomi interamente al design e alla comunicazione, attraverso progettazioni multimediali per aziende ed istituzioni". Accantonato, almeno per il momento l'impegno nel sociale rappresentato fra l'altro dal ruolo dirigenziale nella "Compagnia Delle Opere" regionale; almeno per il momento Caruso, che intanto ha anche intrapreso un'esperienza didattica come insegnante di sostegno, sembra essere approdato nuovamente alla propria vocazione di artista condivisa in famiglia col padre Gino, chitarrista ed autore con amici di un cd che ha furoreggiato almeno nel Crotonese negli anni '70, col fratello Renato che nell' intenso curriculum artistico può vantare la pubblicazione di qualche saggio e la collaborazione musicale con Ron che ha accompagnato in alcuni concerti e con lo zio "Farinon": figura epica nello scenario canoro del Marchesato crotonese.

Francesco Rizza

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