Francesco Aflitto (M5S) ineleggibile in Regione? Il verdetto atteso in autunno.



La Provincia di Crotone potrebbe perdere il proprio, unico, consigliere regionale: Francesco Aflitto, del Movimento 5 Stelle. Lo annuncia la giornalista Alessia Bausone, gior che da tempo ha iniziato una propria battaglia contro alcune presunte irregolarità dell'esponente pentastellato. "La Corte d'Appello di Catanzaro in autunno - scrive sui social - deciderà se Afflitto, alla luce anche dei verbali di Stige che sconfessano i documenti falsi prodotti da lui in Tribunale, dovrà decadere. Lo dico fin d'ora, gli chiederemo indietro tutti gli stipendi arretrati: un gruzzoletto di oltre 100 mila euro gravato sulle tasche dei calabresi per non ricevere indietro nulla. Ecco - promette la Bausone - per ripristinare un minimo senso di giustizia ed etica pubblica, se recupererò quelle somme le destinerò ad un fondo che finanzierà borse di studio e progetti di ricerca di studenti delle università della Calabria aventi ad oggetto la lotta alle mafie, in particolare quelle del cirotano. E lo dico il giorno della strage di Via D'Amelio perché, a differenza di altri, non ho timore di esternare da che parte della storia voglio stare". Il riferimento alla lotta dello Stato contro la mafia è collegato al fatto che il medico Francesco Afflitto è stato sentito come testimone “a discarico” nel processo “Stige” contro la ‘ndrangheta di Cirò Marina. Ciò risulta dal suo curriculum pubblicato sul sito del Movimento Cinque Stelle e della Regione Calabria, ma veniamo alla supposta ineleggibilità. Come riportato anche da "Il Fatto Quotidiano", Alessia Bausone ha presentato ricorso al Tribunale di Catanzaro sostenendo l’ineleggibilità di Afflitto in quanto “responsabile provinciale della medicina necroscopica dell’Asp di Crotone”. Conseguenza di ciò la denuncia per falso e la decisione del pm di Crotone, come atto dovuto, di iscrivere il consigliere grillino nel registro degli indagati Al centro delle indagini, quanto contenuto all'interno del curriculum, ma gli avvocati del Consigliere regionale hanno disconosciuto il curriculum in quanto non firmato. Da qui, la denuncia per falso e la decisione del pm di Crotone, come atto dovuto, di iscrivere il consigliere grillino nel registro degli indagati.

Francesco Rizza


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