Fra rifiuti abbandonati nelle strade e fondi che si sarebbero persi, degrado a Petilia Policastro.




Un paese abbandonato al degrado. Non può esserci definizione migliore per Petilia Policastro il cui Centro storico, fra le altre cose, continua ad essere sempre più sporco per gli incivili che abbandonano i propri rifiuti in ogni dove, ma anche per lo scarso controllo del territorio, nonostante il numero dei Vigili urbani sia aumentato e per lo scarso impegno di chi dovendo assicurare il decoro cittadino non sembra interessato ad organizzare una campagna straordinaria di pulizia ed organizzazzare, negli angoli più nascosti un impianto di video sorveglianza. Dal quartiere medievale della Rupa, al centro dell’ultima campagna elettorale in cui la lista vincente aveva promesso un intervento sostanzioso a piazza San Francisco passando dalla porta della giudica sono numerosi i cumulabili di rifiuti solido urbani. ‘La soluzione – lamenta qualcuno - non dovrebbe essere questa ma almeno una volta venivamo organizzate delle giornate ecologiche in cui Associazioni e singoli cittadini si dava da fare per qualche mattinata di impegno’. Quello che preoccupa di più è lo sfilacciamento della società civile che se è iniziato da più tempo, non ha neppure voglia di lamentarsi. Ad eccezione di qualche post sui social, eterno sfogatoio per qualche leone da tastiera, nessuno sente il bisogno di lamentarsi come succedeva sino a qualche tempo fa. Quasi che una cappa di paura abbia coperto la cittadina dell’Alto Marchesato Crotonese. Anche perché, se qualche voce critica sente la necessità di lamentarsi nella centrale piazza Filottete viene puntato da qualche personaggio proprio a provocare la rissa con provocazioni, minacce ed offese esclamate ad alta voce. A preoccupare, inoltre, un discreto numero di bulli. Adolescenti che scaricano il proprio disagio puntando alcuni anziani o premendosela con le poche piante ornamentali violate un giorno si ed un altro pure, magari dopo aver bevuto qualche birra di troppo. Proprio contro questo tipo di disagio, evidentemente, occorrerebbe un maggiore impegno da parte delle Istituzioni. In vero, prima delle vacanze natalizie una ludoteca era stata aperta nella ‘Casa della Cultura’ a cura del Copross ma le attività sono state interrotte con la motivazione del covid senza più riaprire. Negli scorsi mesi, nel portale online del Municipio si annunciava la ricerca di alcuni locali nei pressi del campo sportivo della Colla che avrebbe dovuto ospitare un centro sociale ancora con fondi del Copross, ma nemmeno di questo, dopo più settimane, è dato sapere nulla. La notizia che, purtroppo, circola negli ultimi giorni è che negli uffici comunali si sia riusciti a perdere un contributo di 150.000 euro da investire nel sociale, eredità della precedente Amministrazione comunale; per l’impossibilità di concludere l’iter. Da quello che è dato sapere il contributo si sarebbe perso perché si sarebbero perduti dei documenti. Davvero un pugno nello stomaco per una città che di tutto ha bisogno tranne che di mandare indietro fondi pubblici.

Francesco Rizza

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