Festa di Capocolonna : è strappo sui botti fra la Curia ed alcune società.




Doveva essere più bella, interiore e sentita del solito, perché dopo due lunghi anni di pandemia, ma la festa della Madonna di Capocolonna è diventata motivo di polemiche. Stiamo parlando dei fuochi d'artificio che l'arcivescovo mons. Angelo Raffaele Panzetta aveva proibito dalla festa con l'indicazione di destinare i fondi alla solidarietà e per rispetto ai profughi ucraini arrivati a Crotone e nel Crotonese per sfuggire ad altri botti. L'indicazione non era solo per Crotone ma per l'intera Arcidiocesi. Dopo fiumi di polemiche, qualche volta anche con toni sgarbati, ecco lo strappo: i fuochi d'artificio per la festa della Madonna di Capocolonna si faranno. L'iniziativa è di due privati, l'Fc Crotone e Fenimprese. Che poi i due privati abbiano pochissimo da festeggiare (la Fc Crotone per la storica retrocessione che fa male all'intera Provincia e la Fenimprese per le drammatiche situazioni del lavoro in questo lembo di Calabria) :è un'altra cosa. "Questa iniziativa - dice il presidente dell'Fc Crotone, Gianni Vrenna - è un contributo a profughi ed un regalo alla città di segnale di ripresa e positività". Di "aiuto a imprese per il risvolto economico dei fuochi" parla Luca Mancuso, presidente di Fenimprese: "Abbiano messo al centro la sobrietà perché faremo cose sobrie, la solidarietà e l'aggregazione". La somma raccolta - spiega Andrea Esposito, direttore di Fenimprese - sarà divisa in parti uguali: 50 per cento per aiuti sociali e 50 per cento per realizzare i fuochi (il cui costo può variare, a seconda della somma che verrà raccolta, da 6.000 a 15 mila euro). A patrocinare, ma solo moralmente senza metterci un euro, l'Amministrazione comunale. "L'iniziativa - secondo il sindaco Voce - va vista come pacificazione: i fuochi si fanno non perché si sono sempre fatti o per fare uno sgarro al vescovo, ma perché vanno visti sotto l'aspetto sociale come uscita dalla pandemia. Da diversi giorni ho una interlocuzione con il vescovo che spiegando la sua decisione ha ribadito la necessità di pensare ai valori della religione. L'Amministrazione deve valutare altri aspetti come quelli economici insieme alle imprese". Evidentemente, in una realtà allo sbando come il Crotonese, almeno in ambito religioso sono molti i "maestri". Dalle colonne de "L'Agorà del Marchesato" la solidarietà all'arcivescovo Panzetta ed al consiglio presbiterale che ha contribuito la decisione relativa ai botti che rappresentano una parte secondaria della festa; attraverso la quale, però, la Chiesa ha tutto il dovere di educare, almeno provarci, in ambito religioso i fedeli.

Francesco Rizza

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