Epurazioni nel Pd calabrese? Conferenza stampa di Mario Franchino.






Ancora si deve svolgere e già fa' discutere il Congresso regionale del Partito Democratico che domenica prossima incoronerà, dopo tre lunghi anni di commissariamento, Nicola Irto scelto come segretario regionale. Come scrivevamo negli scorsi giorni, il Congresso è stato chiamato a confermare alla guida del Pd calabrese l'unico candidato alla sua guida in quanto l'altro candidato, Mario Franchino, a detta della commissione di garanzia non avrebbe presentato nella forma dovuta la propria candidatura. È veramente così o quella nei confronti di Franchino è stata un'epurazione nella quale si registra una sorta di ostracismo nei confronti di chi si discosta dal pensiero dominante nel Partito Democratico? È questo, almeno, ciò che si eccepisce leggendo le cronache della conferenza stampa che Mario Franchino ha svolto a nome delle aree dei "Ricostituenti" e dei "Democratici Riformisti". A prescindere dalla veridicità della posizione di Franchino e dei suoi sostenitori, già per i semplici dubbi che la conferenza stampa ha messo in campo, non è partita con il piede giusto. A detta di Mario Franchino che nel Pd ha una lunga esperienza, essendo anche stato Consigliere regionale e l'ultimo segretario provinciale cosentino prima del commissariamento, "i tempi ristretti hanno compresso la democrazia" e questo limite è stato voluto nella camerilla dei bottoni per "favorire l'ascesa solitaria di Irto alla segreteria regionale. Il 31 dicembre - ha spiegato - è scaduto il tesseramento, ma l’anagrafe certificata mi è pervenuta soltanto nella tarda serata del 7 gennaio, intorno alla mezzanotte, dunque dopo la scadenza fissata per depositare la candidatura alla segreteria regionale. Abbiamo lavorato al buio raccogliendo le firme necessarie sulla base della fiducia e senza essere certi dalla validità dell’iscrizione al partito dei nostri sottoscrittori". Capita così che solo il 9 gennaio Franchino è stato ammesso alla competizione, dopo una diatriba sulla validità di alcuni modelli trasmessi on line. "Per questo - aggiunge - ho chiesto uno slittamento della scadenza di appena 48 ore", ma questa richiesta è stata respinta. L'ex Segretario provinciale cosentino del Pd di una cosa è convinto: "Senza il tira e molla sull’ammissione della mia candidatura ce l’avremmo senz’altro fatta". Pur avendo accettato di candidarsi solo il 3 gennaio, Franchino evidenzia come, se la sua candidatura fosse stata avventata, "avremmo presentato una formazione completa per la provincia di Cosenza e poi una per la provincia di Catanzaro, con Patrizia Maiello capolista, e per la provincia di Reggio Calabria guidata da Maria Teresa D’Agostino". Gli accordi alla base della sua candidatura prevedevano, a suo dire, "avrebbe consentito di dare maggiore peso al partito nell’area centrale della Calabria interessata tra poco dall’appuntamento con le amministrative di Catanzaro". Ad affiancare Mario Franchino nella conferenza stampa Carmine Zaccaro e Sergio De Simone, secondo il quale Stefano Graziano, invece che un Commissario politico è stato un Commissario "liquidatore" per il Pd calabrese. Nella sua gestione del partito, aggiunge Franchino "intre anni abbiamo perso malamente per due volte le elezioni regionali. E poi competizioni in città importanti come Crotone e San Giovanni in Fiore. Sono stato estromesso - conclude - per favorire l'ascesa solitaria di Nicola Irto alla segreteria regionale. Spero che Irto saprà invece interpretare al meglio, una volta assunte le funzioni di guida del partito calabrese, il ruolo di garanzia necessario per la tutela di tutte le anime del partito".

Francesco Rizza



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