Ennesimo caso di mala sanità a Crotone. R. L. di Petilia sarebbe morta per un'ernia iatale.





Un caso di mala sanità nell'Ospedale civile di Crotone? Sembra proprio di sì ad una signora di 73 anni di Petilia Policastro, R. L, che sarebbe morta per un'ernia iatale a 10 giorni dal ricovero avvenuto lo scorso giorno di Ferragosto. I familiari della signora, che hanno sporto denuncia, ritengono che la congiunta si sarebbe potuta salvare se il suo caso avesse ottenuto tutta l'attenzione dovuta. Nonostante il giorno di festa ed i pochi medici a disposizione della popolazione nel "San Giovanni Di Dio". La signora, infatti, nonostante si sentisse male è stata rimandata a casa. Stando così le cose, a sentire i parenti, non sarebbe morta neppure per l'ernia iatale, ma per un atto di negligenza o di superficialità. Riportata in Ospedale l'indomani, R. L. è stata operata d'urgenza, ma ormai la situazione era completamente compromessa. Ricoverata in terapia intensiva dove è deceduta dopo 10, lunghi, giorni. Da sottolineare che le condizioni generali della signora erano, tutto sommato, buone. La sua situazione si inserisce in una lunga scia di diritti mancati, anche in ambito sanitario, nell'alto Marchesato Crotonese dove la Regione non riesce neppure a garantire tutti i weekend il servizio di guardia medica. Fra le altre cose, nell'assordante silenzio delle Istituzioni ma anche della popolazione, a Petilia Policastro dal 3 giugno 2019 è chiuso lo sportello del ticket dell'Asp; anche qui, forse, non solo per mancanza di personale ma anche di cattiva organizzazione e la popolazione è costretta a raggiungere la struttura di Campizzi di Mesoraca anche per obliterare una semplice ricetta e prenotare una visita.

Francesco Rizza

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