"Delinquere non conviene" l'appello di Nicola Gratteri ai giovani al premio "Diego Tajani".



"Il Procuratore Gratteri nella bella intervista a Repubblica di oggi ha ricordato,fra le altre cose, che Diego Tajani, nato a Cutro, é stato il primo nella storia del Parlamento italiano a sollevare il problema della mafia e della collusioni con pezzi dello Stato. Questa dichiarazione segue la straordinaria iniziativa che abbiamo organizzato a Cutro l'8 giugno scorso. La manifestazione di Cutro, che abbiamo organizzato come Centro Studi e Ricerche Diego Tajani, ha avuto come tema il Premio Nazionale Diego Tajani. La giuria,che ho avuto l'onore di presiedere, nell'occasione ha premiato: Gratteri e Nicaso per la sezione legalità,Isaia Sales per il Mezzogiorno e Sara Manisera per la sezione giovani. Della giornata dell'8 resterà memoria per tante cose che ho ricordato in un altro post,ma una delle cose più significative è stato certamente l'applauso de cittadini cutresi a Gratteri quando é sceso dalla macchia e durante il percorso per andare a prendere un caffè! Questo ha un grande significato! È un messaggio chiaro che spero sarà colto dalle Istituzioni locali,regionali e nazionali. Che spero sarà colto dal mondo dell'economia e delle professioni e soprattutto dal mondo politico!". Sintetizza così il senatore Maurizio Mesoraca il premio " Diego Tajani" che ha portato Cutro Ala ribalta nazionale grazie al " Centro Studi e Ricerche Diego Tajani". Parlando principalmente ai numerosi studenti presenti alla cerimonia di premiazione, Gratteri ha sottolineato fra le altre cose che "non conviene delinquere ma bisogna alzare la testa e dire: ce la possiamo fare. Non rassegniamoci perché la rassegnazione è linfa per le mafie, per le massonerie deviate, per i centri di potere che non vogliono un popolo libero e felice. Oggi c’è la conferma che siamo sulla strada giusta: per combattere la mafia dovete studiare. Oggi l’incultura è più diffusa e basta andare sui social per capire il livello. Per questo dovete allenarvi a studiare. È fondamentale, lo studio diventa dipendenza e serve a costruirsi un futuro ed avere lavori. I Calabresi - ha aggiunto - non sono omertosi, parlano se hanno interlocutori credibili ed affidabili perché parlando mettono la loro vita nelle loro mani. Se siamo credibili, affidabili e capaci allora la gente si affida a noi. Ora tanta gente viene a trovarmi in ufficio a raccontarmi le vessazioni che subisce dalle mafie".

Francesco Rizza

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