Dal Marchesato al Tirreno. "Il CalabrOne" approda nel Tirreno vibonese.



È dedicato a Vibo Valentia, "capitale italiana del libro, fra la leggendaria Hipponion, l'antica Vibona e la federiciana Monteleone" il numero 34 del quadrimestrale "Il Calabrone" periodico calabrese di cultura e promozione territoriale della casa editrice "PUBLIGRAFIC" che da più lustri distribuisce cultura ed informazione da Cotronei, cittadina montana della provincia di Crotone. Il periodico fortemente voluto dal suo ideatore Gianni De Simone, è da alcuni giorni in distribuzione in tutte le edicole calabresi. Numerosi gli approfondimenti che anche in questo numero i collaboratori della rivista offrono ai propri lettori, non solo sulla città vibonese ma anche sul territorio circumvicino come Pizzo e Vibona e le loro tonnare e Tropea con la sua scuola medica. "La città - spiega nel proprio editoriale Daniela Rotino, assessore comunale alla cultura evidenziando la positività del prestigioso riconoscimento culturale voluto dal ministro Dario Franceschini - ha la fortuna di possedere numerose biblioteche pubbliche e private, ricche di pubblicazioni dal riconosciuto valore storico e spesso anche uniche nel loro genere, tali da diventare attrattive per un selezionato pubblico di amatori, che opportunamente indirizzati attraverso azioni promozionali, non avrebbero difficoltà a scegliere di soggiornare in città per approfondimenti e ricerche. Il libro nel centro della vita cittadina, nei bar, negli hotel, nei lidi marini, davanti ai negozi, nei reparti di maternità - questo l'auspicio della Assessore - perché è da qui che bisogna iniziare coinvolgendo i genitori dei nuovi nati". Anche con questo numero, da quella periferia che è l'Entroterra della provincia di Crotone, il "Calabrone" e la PubliGRAFIC confermano la propria vivacità in ambito culturale promuovendo la conoscenza di un altro importante angolo della nostra Regione, con l'invito rivolto particolarmente ma non solo ai Calabresi di volerle più bene di quando le vogliono andando oltre a quei luoghi comuni che ne fanno il luogo del malaffare, della 'ndrangata e dei servizi mancati. Potrebbe partire anche da qui un' utile rivoluzione culturale per il riscatto calabrese. Perché non provarci?

Francesco Rizza

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