Crotone, la minoranza prova a sfiduciare il sindaco Voce.


Dapprima il "fuoco amico" in occasione delle scorse Provinciali dove non ha ottenuto i voti dei Consiglieri della sua stessa maggioranza e quelli del Partito Democratico che non l'ha votato neppure dopo averlo scelto come candidato alla presidenza provinciale, quindi la richiesta di dimissioni anche per aver perduto lo stesso appuntamento elettorale. Capita così che mentre il Crotonese è assediato dal Covid potrebbe essere gli ultimi giorni da sindaco per Vincenzo Voce che, a guida della coalizione "Tesoro di Calabria" non avrebbe più i numeri in Consiglio comunale. Al termine di un Consiglio comunale che si sarebbe svolto in maniera pacata, è stato diffuso un documento con cui 13 consiglieri di minoranza "sfiduciano" il primo Cittadino pitagorico. "La grave situazione politica nella quale versa il Comune capoluogo - si legge in un documento fatto girare anche nei social - ha ormai raggiunto il punto di non ritorno. Come avevamo ampiamente previsto le Elezioni provinciali del 18 u.s. hanno ulteriormente aggravato il coma politico ed amministrativo nel quale versa la nostra città. Ben consci che il mandenimento di una semplice poltrona non deve e non può distrarci dal ruolo che i cittadini ci hanno consegnato eleggendici, riteniamo che sia arrivato il momento di sfiduciare in Consiglio il Sindaco della Città, proprio nel luogo da lui più volte vilipeso. I sottoscritti, a tal fine, chiedono un Consiglio ad hoc nel quale chiederanno appunto la sfiducia del sindaco Vincenzo Voce ". Fra i primi a scendere in campo al fianco del Sindaco crotonese, Iginio Pingitore, consigliere di maggioranza dove è espressione del movimento" Stanchi dei Soliti" che, via social, esprime il proprio punto di vista. "Non ci sarebbe nulla di strano ed o sarei il primo firmatario - evidenzia Pingitore - nel fatto che due quinti dei consiglieri comunali di Cotone decidano di mandare a casa un sindaco perché ha commesso gravi reati o perché ha compiuto atti contrari alla Costituzione; enormi e persistenti violazioni di legge, importanti motivi di ordine pubblico nonché grave inosservanza degli obblighi riguardanti la gestione dei rifiuti urbani, l’inquinamento e/o per altri gravi reati. A Crotone, dopo un Consiglio Comunale durato quasi sette ore, non ci si aspetta che nel pomeriggio sui social venga diffuso un documento non fra i migliori nella forma, senza un protocollo e privo di atto notarile, senza nessuno stile istituzionale, nel quale alcuni si lamentano della grave situazione politica in cui versa il comune e chiedono la sfiducia al sindaco". Nel proseguo del proprio intervento che sta animando nei social il confronto politico crotonese, Pingitore aggiunge: "rimango sconcertato: in genere la sfiducia parte dai consiglieri di maggioranza, anche perché dovrebbe essere politicamente quasi sempre scontata quella dell’opposizione. Non so se ci siano altri firmatari, ma permettetemelo, non sono questi i modi, il metodo e i motivi per cui un’amministrazione dovrebbe andare a casa. Mi duole il cuore: Crotone, continuando su questa scia, è destinata al fallimento socio-culturale ed economico; una città già peraltro reduce da un Commissariamento, in un momento in cui i finanziamenti comunitari possono arrivare a pioggia. Mi fermo qui per il momento; non voglio essere polemico: sono semplicemente amareggiato e preoccupato del fatto che la città di Pitagora, ad oggi, nessuno potrà smentirmi, non abbia un solo gruppo e/o movimento pronto e alternativo a quest’Amministrazione".


Francesco Rizza

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