Crotone. il 14 dicembre si vota il nuovo Consiglio provinciale.



Quasi delineate le liste che si confronteranno per l’elezione del presidente della Provincia di Crotone, amministrata dal 2019 da “facenti funzioni”. Per motivi vari, Covid compreso, l’Ente di secondo livello non è riuscito ad eleggere il sostituto di Ugo Pugliese, sindaco di Crotone, che è decaduto dalla poltrona provinciale dopo lo scioglimento del Consiglio comunale crotonese a causa di una vicenda giudiziaria ancora in corso. Guarda al centro sinistra ed ai suoi voti Vincenzo Voce sindaco di Crotone che comunque si candiderà con una lista civica. Per motivi vari, infatti, a queste latitudini il Partito democratico che dello schieramento di centro sinistra dovrebbe essere il partito portante, non esiste più e la scelta registrata anche nelle Comunali di confrontati indossando gli abiti del civismo è quasi una scelta obbligata. Un altro candidato presidente del centro sinistra potrebbe essere Annibale Parise sindaco di Mesoraca che nel Partito democratico registra una lunga militanza, ma a causa di quel voto ponderato fra le novità della famigerata Riforma Del Rio che di fatto ha annientato l’Ente di secondo livello, il confronto fra Parise e Voce potrebbe essere paragonato a quello fra Davide e Golia e certi miracoli non sempre possono riuscire; particolarmente nel Crotonese dove la politica di tutti gli schieramenti è nelle mani di cordate e grandi famiglie. Per quanto riguarda, invece il centrodestra la scelta dovrebbe cadere fra Umberto Lorechio sindaco di Umbriatico e Sergio Ferrari sindaco di Cirò Marina.

Guardano con attenzione e la poca speranza che gli è rimasta all’elezione del nuovo Presidente della Provincia che seguirà al rinnovo del Consiglio indetta per il prossimo 14 dicembre l’Entroterra pre silano e l’alto Marchesato crotonese. Se si guarda al “Distretto Sila” dell’Asl crotonese in cui ricadono gran parte dei Comuni dell’ Entroterra la situazione è talmente devastante che la stessa area sembra una vera e propria polveriera. Lo scorso 5 novembre, solo per fare un esempio si è svolto presso il Poliambulatorio di “Campizzi” l’ennesimo sciopero indetto dal Comitato per l’Ospedale di Mesoraca. Oltre alla popolazione è anche il personale ormai ridotto quasi all’impotenza per una disorganizzazione che più volte, in quello che dovrebbe essere un Ospedale vero e proprio e da lustri si appresta a diventare “Casa della Salute”, non ha consentito neppure l’apertura dello sportello per il rilascio dei ticket. In vero la gestione della sanità non rientra nelle competenze provinciali ma in quelle regionali, ma se l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone non è neppure in grado di fornire il Presidio sanitario di “Campizzi” di una seconda ambulanza che consentirebbe al 118 un servizio degno di questo nome l’attesa della popolazione è il completamento di quella “Strada del Petilino” che consentirebbe almeno di fuggire e di raggiungere più velocemente il Capoluogo di Provincia e l’Ospedale “San Giovanni Di Dio”. La stessa strada rappresenta agli occhi di tutti gli osservatori, anche quelli meno ideologizzati ed informati, il maggiore fallimento della politica e degli uffici negli ultimi lustri. I cantieri già da anni aspettati si sono aperti nel 2004 ma a circa 20 anni nonostante la spesa di più milioni non si è riusciti a completare una bretella di asfalto di appena 12 chilometri. Certo la zona franosa ha dato nel corso degli anni non pochi problemi ma in proporzione ai soldi pubblici spesi ed all’aspettativa della popolazione gli stessi problemi rappresentano poco meno che “fuffa”. L’ultima promessa relativa al completamento ed alla consegna della strada parlava come data per l’inaugurazione dell’arteria stradale dello scorso luglio ma dicembre è quasi arrivato e l’opera non è stata ancora collaudata. Ecco perché l’elezione del nuovo Consiglio provinciale è per il Marchesato crotonese e particolarmente una delle ultime occasioni per i Consigli comunali dell’ Entroterra per far sentire la propria voce ed eleggere, magari anche trasversalmente agli schieramenti, dei Consiglieri autorevoli che possano rappresentare le problematiche del proprio territorio e di una popolazione che non sa più a quale Santo votarsi.


Francesco Rizza



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