Crisi del Governo : ha vinto la non politica.




La crisi del governo Draghi è il suggello della non politica e della democrazia debole.Sono ipocriti i commenti di quanti hanno assistito, senza intervenire,alla decomposizione delleistituzioni,lo svuotamento del Parlamento, teorizzato nel progetto eversivo di Grillo del Vaffa che ha avuto enormi consensi elettorali. Una mietitura non curata può assicurare la quantità ma non la qualità del prodotto. E infatti il prodotto ha reso povero il Paese, ha alterato le cifre della nostra storia democratica facendo del Parlamento un addobbo sempre meno depositario della sovranità popolare e sempre più circolo di raccolta di leader presunti e di accoliti per servilismo. Il progetto Grillo di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno si è pienamente realizzato. Non si è arrivati a un Parlamento bivacco dei manipoli fascisti come minacciava Mussolini nel 1925 ma la traiettoria antidemocratica di ieri trova qualche segnale oggi. Ma la politica non è servizio ? Certo, ma la politica non c’è da tempo, sfinita dalla rivoluzione giudiziaria di alcuni procuratori negli anni ‘92/93 del secolo scorso e “ratificata” dalle leggi elettorali, iniziando da quella del 1994 che, escludendo fra l’altro,le preferenze hanno trasformato la nostra democrazia da parlamentare a quella delle caste. Oggi Il governo Draghi è stato bocciato. Si va rapidamente ad elezioni anticipate con il brutto sistema elettorale. Il rosatellum non induce a eccessive speranze di cambiamenti. Un atto di generosità delle formazioni potrebbe essere di fare della prossima legislatura un laboratorio riforme del titolo V della Costituzione,rivedere la brutta legge sulla riduzione del Parlamento,la introduzione di una legge elettorale con le preferenze,la rivisitazione dei regolamenti parlamentari,il ripristino delle garanzie costituzionali per i,parlamentari. Il Capo dello Stato con la nomina di Draghi aveva dato un contributo forte perché il Paese uscisse dalle difficoltà di inizio della legislatura. Il governo Draghi non c’è più. L’affondo è iniziato alla Camera con una dichiarazione fortemente critica sul DL Aiuti del M5S e a seguire la non fiducia negata poi al Senato dallo stesso Movimento. Oggi Draghi non ha avuto la fiducia da Fiorza Italia,dalla Lega e dai pentastellati. Con l’approssimarsi della fine della legislatura molti si son svincolati dai legacci del governo per inseguire i risultati elettorali. La pesante situazione economica,le complicate vicende internazionali,le scadenze degli impegni europei sui quali operava Draghi con grande prestigio che effetti avranno.? E’ possibile che non ci sia amore verso il Paese? Il Parlamento è sfregiato da centinaia di parlamentari trasmigrati da un gruppo ad un altro e da scissioni come quella di Di Maio. Un’altra in fieri sempre dei pentastellati della Camera svanita per il venir meno della materia del contendere con la fine della legislatura. Il PD porta la responsabilità maggiore del vuoto morale politico con un oleato sistema di potere. Il potere non olet soprattutto per i tanti personaggi sfrenati culturi di ambizioni senza freni. E i tanti amici che hanno ideali e fede stanno a guadare.? Mi auguro che si accenda qualche luce in tanto buio!!!

Alberto Fico

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