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Covid nel Crotonese: situazione da drive in





È emergenza covid nel Crotonese. In una realtà sanitariamente al tracollo nonostante lustri di commissariamento, non è tanto la virulenza della quarta ondata pandemica a mettere paura, ma l'incapacità dell'Azienda sanitaria provinciale a gestire una situazione che sembra sul punto di diventare ingestibile. La maggiore preoccupazione è collegata all'assenza di test molecolari ed alla conseguente impossibilità per il personale sanitario di diagnosticare i contagi e deliberare le necessarie quarantene. A lanciare l' allarme, l'ennesimo, sui limiti del servizio sanitario il presidente provinciale Sergio Ferrari. A sua detta, i tantissimi cittadini che su tutto il territorio provinciale si stanno sottoponendo al test rapido antigenico, "stando mettendo in serie difficoltà il sistema di monitoraggio, di assistenza e di tracciamento, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale che non riesce a coprire in tempo tutte le richieste, non riesce a stare dietro ai tracciamenti ed a somministrare il tampone molecolare in tempi utili. I Sindaci - evidenzia il Presidente provinciale in un comunicato stampa - sono in prima linea, e da sentinelle del territorio stanno provando ad organizzarsi per come possono, cercando di arginare i contagi, ma la situazione è veramente difficile". Ringraziando gli operatori dell'Usca per l'impegno registrato nel loro lavoro lamenta che gli stessi "per il tempo che occorre sia per la somministrazione che per gli spostamenti, ad eseguire tutti i tamponi necessari sul territorio in cui vanno ad operare,facendo registrare quindi un ulteriore ritardo nel processare i tamponi molecolari". Stando così le cose, Ferrari propone "di organizzare su più territori della provincia di Crotone, o in forma itinerante, delle postazioni drive-in per somministrare in maniera massiva il tampone molecolare ai soggetti positivi al test antigenico e poi ai contatti stretti degli stessi, con il necessario supporto logistico ed operativo delle amministrazioni comunali coinvolte". Se questa è la situazione generale, particolarmente nelle zone più periferiche della Provincia si registrano situazioni paradossali. Una di queste, per esempio, è quella denunciata sulle colonne de "Il Crotonese" da Katia, una caccurese rientrata dalla Basilicata in occasione delle festività, lamenta che nè lei che il figlio il figlio entrambi con il covid riescono a mettersi in contatto con l'Asp per ottenere quel tampone molecolare che potrebbe ufficializzare la presenza del virus. Nonostante i due si siano messi autojomamente in quarantena, Katia ritiene "che l'Asp non abbia ancora provveduto a richiedere molti pazienti che risultano positivi e che lo abbiano comunicato tempestivamente, così come non avranno ascoltato molti altri che avrebbero voluto farlo". Analoga situazione si registra ad Isola Capo Rizzuto dove gli affetti da covid sono, ufficialmente, 87 al 4 gennaio, ma allo stato attuale delle cose, proprio per la mancanza di test molecolari, non è possibile disporre la quarantena. Capita così che la sindaco Maria Grazia Vittimberga insieme al presidente del Consiglio comunale Luigi Rizzo ed al consigliere provinciale Raffaele Gareri hanno scritto al commissario dell'Asp Domenico Spirlì di autorizzare le farmacie ed i laboratori privati ad affiancare il personale dell'Asp nel tracciamento dei contagi.

Francesco Rizza

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