Cotronei : al via la programmazione della tredicesima edizione della "Sagra della Castagna".






Al via, a Cotronei, la tredicesima edizione della "Sagra della Castagna" che si svolgerà fra il 3 ed il 6 novembre nel centro storico della cittadina silana. Ciò è quanto si apprende da un comunicato stampa dell'associazione "Noi Con Voi". Già da adesso si prospetta un evento ricco di appuntamenti e divertimento. Oltre che un momento ricreativo, l'ormai storico appuntamento cotronellaro attirerà, almeno per qualche giorno, l'attenzione su un prezioso frutto della Sila crotonese per la quale, la castacoltura per un lungo periodo di tempo ha rappresentato un'importante fonte di redditoto per un buon numero di famiglie. Di solito, nella raccolta delle castagne erano impegnate le donne, mentre gli uomini erano impegnati nella successiva lavorazione del frutto, attraverso l’affumicatura, il metodo più diffuso per la conservazione delle castagne.



Quando il percorso fra i castagneti ed il centro abitato non era molto lungo, le donne lo raggiungevano quotidianamente, portando sul capo una “sporta” in vimini in cui, oltre agli alimenti per la giornata, portavano i neonati che non potevano essere lasciati in casa. La partenza verso i castagneti avveniva quando era ancora notte ed il rientro a casa avveniva a sera inoltrata. Quando i castagneti presso i quali occorreva lavorare erano più distanti dal centro abitato, le raccoglitrici risiedevano per più settimane, circa un mese, presso le “Caseddre”: abitazioni rurali che nei boschi silani non erano delle semplici abitazioni ma anche i luoghi dove le castagne, appena raccolte, venivano lavorate. Una delle figure maschili della lavorazione delle castagne era quella de “u Pastiddraru”. Il suo compito era quello di realizzare nella sala a pianterreno della “caseddra” “u cannizzu” che era uno strato di canne legate fra di loro su cui venivano poste le castagne migliori. Successivamente, attraverso alcune corde, “u cannizzu” veniva sollevato da terra attraverso delle corde e sotto vi veniva acceso il fuoco che, col proprio calore ed il proprio fumo, consentiva la veloce essiccazione delle castagne. Quando queste avevano raggiunto una essiccazione perfetta, per liberarle dalla buccia avveniva la cosiddetta “zuoccolatura”. Le castagne venivano poste in alcuni sacchi di juta che venivano battuti con appositi pali. Si ottenevano così i “pastiddri”. Le castagne che non avevano ottenuto una cottura completa erano chiamati “tennaruni”. Entrambi i prodotti erano parte consistenti dell’ alimentazione. Mentre dai “pastiddri” veniva estratta la farina di castagne; i “tennaruni” oltre che essere mangiati crudi venivano utilizzati per la realizzazione di alcune ricette. Ritornando al programma cotronellaro, sono tante le attività che comporranno il corposo programma, non mancheranno gli appuntamenti culturali e di discussione su temi importanti, quali la natura e l'ambiente, così come dettagliate saranno le serate di puro divertimento, caratterizzate come sempre da giochi popolari, caldarroste, stand gastronomici e buona musica live. Importante novità di questa tredicesima edizione è il cambio della location. Infatti per la prima volta la Sagra, in particolare le serate del 5 e 6, non si svolgerà nella consueta Piazza della Solidarietà bensì in Piazza Indipendenza, con una spettacolare chiesa madre a fare da cornice.

Francesco Rizza

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