Cirò: affiora un arco in pietra nella chiesa di Santa Maria di Plateis.





Continua a produrre sorprese la chiesa matrice di Cirò Superiore dedicata a Santa Maria di Platenis. Nel corso dei lavori di restauro, affidati alla ditta Varano e finanziati dalla Conferenza episcopale italiana e dallo Stato per circa 800 mila euro, è affiorsto un arco in pietra che attesta un ingresso nello stesso luogo sacro. La stessa porta dava l'accesso dall'esterno alla cappella di Santo Stefano. Ne dà notizia Giuseppe De Fine sulle colonne de "Il Quotidiano del Sud". Chiusa per alcuni danni a causa delle condizioni in cui versavano, quella dedicata a Santa Maria De Plateis è una delle chiese più antiche di Cirò che deve il suo nome al fatto che si trova nella piazza principale cittadina. Fin dall'antichità la stessa chiesa matrice, come ha osservato Egidio Mezzi né "Il CalabrOne" che nel 2012 ha dedicato un proprio speciale alla cittadina, ebbe una storia travagliata. Era per esempio il 1300 quando nel 1300 una flotta di Veneziani, sbarcati sulla Costa, nel saccheggiare il borgo, portarono via dalla chiesa due incensieri ed un Crocefisso in argento. Probabilmente anche per questo, il campanile costruito a tre piani ha l'aspetto di una torre civica, utilizzata dalla popolazione per avvistare le navi ed i possibili problemi che arrivavano dal mare. Il 25 dicembre 1631 un incendio devastò la chiesa, partendo da un tizzone dimenticato acceso dal sacrestano. Altri danni furono, successivamente prodotti al luogo sacro luogo dai terremoti del 1824, del 1831 e 1832. Nella cittadina, c'è molta attesa per la riapertura della chiesa, per la quale i finanziamenti arrivati al tempo di mons. Domenico Graziani sono ancora in continuazione seguiti anche dal parroco don Matteo Giacobbe. La scoperta dell'arco in pietra contribuirà, probabilmente, alla riscrittura della storia della chiesa, offrendo degli elementi sino ad oggi non noti della sua storia.

Francesco Rizza

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